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Politica
Renzi a Mosca, depone sei garofani per Nemtsov

Il presidente del Consiglio Matteo Renzi ha deposto un mazzo di sei garofani rosa nel luogo dell'omicidio dell'oppositore russo Boris Nemtsov sul ponte Bolshoi Moskvorecki a Mosca. Il mazzo di 6 garofani (numero pari come vuole la tradizione russa per i defunti) e' avvolto da una coccarda tricolore. Il premier, accompagnato dall'ambasciatore italiano Cesare Maria Ragaglini, si e' fermato in silenzio alcuni secondi davanti al tappeto di fiori che giace sul posto dell'assassinio. Il ponte a due passi dal Cremlino e' diventato meta di pellegrinaggio dei moscoviti da sabato, il giorno dopo la morte del leader liberale russo, ucciso in circostanze ancora da chiarire. Il premier si e' poi diretto in ambasciata per un incontro con gli imprenditori.


Matteo Renzi ha incontrato ieri in Ucraina il presidente Petro Poroshenko, al qule il premier ha potuto ribadire ancora una volta la linea di Roma sul conflitto tra Kiev e i separatisti filo-russi nelle zone orientali del Paese. Renzi ha citato il presidente francese Francois Hollande e il Cancelliere tedesco Angela Merkel, confermando che Roma vuole, al pari degli altri leader, "il rispetto e l'indipendenza della sovranita' e dell'indipendenza dell'Ucraina".
 
La visita era stata richiesta con insistenza da Kiev. Non doveva essere solo un passaggio formale ma una vera e propria tappa affinche' il pressing nei confronti di Mosca della comunita' internazionale sortisca gli effetti sperati. Il colloquio al palazzo presidenziale si e' protratto piu' del previsto. L'auspicio di Renzi e' che si vada "spediti verso una pace duratura". Per raggiungere questo scopo "e' necessario monitorare il cessate il fuoco, monitorare le frontiere e i confini".

Attraverso "la missione Osce", in cui l'Italia e' impegnata come secondo gruppo piu' numeroso, dopo gli inglesi. Nessuno mette in dubbio "la gravita' del momento che sta vivendo l'Ucraina. E insieme all'Ucraina sta vivendo l'Europa". Nessuno deve "sottovalutare i rischi, le difficolta', i pericoli" perche' "laddove non c'e' pace, non si fa fatica ad aumentare il contagio" in tutta Europa. Ma la base attraverso cui partire e' l'implementazione degli accordi di Minsk, renderli efficaci, compiere cosi' "tutti gli sforzi per procedere nella direzione di una pace stabile".

Premessa fondamentale, ha sotolineato il premier, e' che l'Ucraina torni a crescere. "Tutti i partner devono dare attenzione a questo tema. Noi faremo la nostra parte, faremo di tutto con le aziende pronte a fornire tecnologia ed expertise, le imprese e le banche per dare il massimo supporto possibile alla ripresa del Paese", e' la promessa del Capo dell'esecutivo. "Stiamo aspettando gli investitori italiani per partecipare al processo di privatizzazione", la risposta di Poroshenko che oltre a rimarcare quanto siano solidi i rapporti tra Italia e Ucraina ha voluto ringraziare Roma per "la linea ferma" nel rispetto degli accordi di Minsk e sottolineare la necessita' di allargare le sanzioni "se non finira' l'aggressione" nei confronti del Paese.

Al tempo stesso - ha concluso Renzi augurandosi che il prossimo bilaterale si tenga in Italia - "e' fondamentale che nel quadro dell'accordo di cooperazione i lavori dei rispettivi Parlamenti vadano avanti". Intanto il presidente russo, Vladimir Putin, ha affermato di non volere nuovi conflitti con l'Ucraina sulle forniture di gas, come quelli che, nel 2006 e nel 2009, spinsero il colosso statale Gazprom a chiudere i rubinetti con pesanti conseguenze per i flussi diretti verso l'Europa, in transito attraverso il territorio di Kiev. A un vertice con i suoi ministri, Putin ha spiegato che, sulla base di quanto versato, l'Ucraina "ha gas gia' pagato per appena due giorni" e che al momento "non e' stata presa ancora alcuna iniziativa" contro Kiev, che a sua volta, nei giorni scorsi, ha accusato la Russia di non aver consegnato quanto previsto dai contratti in vigore. 
 

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