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Renzi, bastian contrario dell’Europa, almeno non cerchi l’amicizia inglese

Renzi e le ragioni sulle sue prese posizioni legate alla politica estera

Renzi, bastian contrario dell’Europa, almeno non cerchi l’amicizia inglese
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Sarebbe bello se l’Italia fosse un Paese normale, in cui tutti pagassero le tasse e in cambio avessero un Paese che funziona, libero, ricco e sicuro. Purtroppo non è così. Gli italiani badano al proprio particolare, sono stati abituati a chiedere, a non scegliere in modo netto, prediligono il torbido.
Per questo le ragioni del sì al referendum costituzionale del 4 dicembre, del cambiamento per rendere il Paese al passo del mondo veloce globalizzato, non possono essere imposte per via retta.

Così si spiega la Legge di Stabilità che fa elargizioni, dalle neo mamme ai pensionati, dai medici agli infermieri – per completezza ci sono anche gli incentivi alle imprese, che non sono elargizioni-.
Ma l’Italia fa parte dell’Unione europea, che prevede regole severe sui conti degli Stati membri. Così si capisce perché il presidente del Consiglio si tuteli sul fatto che la Commissione europea con grande probabilità chiederà di correggere la Legge di Stabilità e fa la voce grossa con Bruxelles (“La manovra non cambia, pensiamo ai cittadini non alle tecnocrazie”).

Così si leggano le ultime prese di posizione di Renzi in politica estera. Il premier è intervenuto sulla risoluzione Unesco, in cui l’Italia si è astenuta, e per cui il premier ha detto di voler incontrare il ministro degli Esteri Paolo Gentiloni, – risoluzione che ha definito il Monte del Tempio a Gerusalemme patrimonio islamico. Renzi si è anche schiarato durante il Consiglio europeo per togliere sanzioni contro Mosca.

Nei giorni scorsi la “State dinner” alla Casa Bianca con l’endorsement di Obama per Renzi e contro l’austerità dell’Europa.  Come dire: l’Italia, a differenza dell’Europa, è amica degli Stati Uniti, di Israele e della Russia. Si spera che il premier non cerchi l’amicizia della Gran Bretagna, Paese su cui pesa il tradimento dell’Unione europea e la sua stessa sopravvivenza.

Ernesto Vergani