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Politica
Renzi apre la campagna: "Sinistra che non cambia diventa destra"

"Sono d'accordo con Sergio Chiamparino: la sinistra che non cambia diventa destra e perde la dignita' di essere sul fronte del progressismo". Cosi' Matteo Renzi nel suo intervento a Torino. Il premier e segretario del Partito Democratico ha lanciato un appello dal palco del Palaolimpico alla platea di centinaia di candidati sindaci. "Cari candidati sindaci: siate coraggiosi, curiosi e attenti. E' arricchente imparare da quello che ti dicono gli amici ma anche da chi non la pensa come te. Cari candidati sindaci circondatevi di persone che vi sappiano dire di no, che vi sappiano dire dove sbagliate, che vi aiutino ad essere voi stessi. Il Pd serve anche questo, a sapere che la politica e' servizio".

E ancora: "Andiamo in Europa per cambiare le regole", per far si' che l'Europa sia quella "delle famiglie e non quella delle banche e della burocrazia".

"L'Europa basata solo sul rigore non ha futuro", ha detto poi. "Noi andiamo in Europa non come buon ritiro per fare un'esperienza, ma noi che siamo l'Italia, e abbiamo fatto nascere l'Europa, e rispettiamo tutte le regole europee - e non si può dire lo stesso per molti altri Paesi - ci stiamo stufati di andare là a prendere la lezione, noi andiamo là per cambiare le cose e riprenderci l'Europa delle idee e non delle banche e della burocrazia". Poi, in merito ai fondi: "Nel lavoro sui fondi europei il Pd accompagni il governo spiegando che è ora di finirla con i fondi a pioggia, per far contenti amici e sindaci. Mettiamo i soldi a disposizione dell'Italia, non dell'Italietta"

Si torna sull'Italia. "Chiedere un sacrificio ai dirigenti pubblici non e' un atto di punizione o un tentativo di affermare chissa' quale desiderio redistributivo. E' dare un piccolo segnale", aggiunge poi Renzi riferendosi ai tagli stipendi. "È inaccettabile che gli stipendi siano aumentati del 170%. Pensavo di essere criticato per il tetto, troppo alto, a 238mila euro. Accusateci pure di demagogia, ma è una questione di credibilità delle istituzioni, noi resteremo in contatto con la realtà".

Sull'impegno del suo governo: "Noi non abbiamo firmato un contratto, stiamo a palazzo Chigi solo se si puo' cambiare l'Italia, altrimenti si fa un altro mestiere".

Questione lavoro: "Noi siamo pronti a cambiare noi stessi, ma le regole che raddoppiano la disoccupazione non funzionano, non è la ricetta che salva l'economia. È inutile essere il partito del lavoro se non diamo occupazione".

"Sui conti pubblici - ha aggiunto - noi e gli inglesi nel 2011 avevamo la stessa percentuale di disoccupazione, dopo due anni di cure drastiche da parte nostra abbiamo la disoccupazione al 13% e loro al 7,1. Non è colpa dell'Europa ma è un problema del mercato del lavoro, della credibilità di attrarre investimenti".

Renzi parla delle pensioni e promette: "Il 2015 deve essere l'anno degli interventi sulle pensioni per chi guadagna meno di 1000 euro".

Riforme. "Entro il 25 maggio dobbiamo arrivare al superamento del bicameralismo. Superare il bicameralismo perfetto è sempre stata la posizione di questo partito, se adesso qualcuno ha cambiato idea è un problema suo. Noi siamo pronti a discutere nel merito, ma non cambiamo posizione".

Quindi si rivolge al Pd. "Nei prossimi mesi non perdiamo tempo a litigare tra noi, c'è tanto da fare, dobbiamo andare pancia a terra per cambiare l'Italia". E attacca Grillo: "Non possiamo fare campagna elettorale inseguendo ogni giorno il suo blog. Lasciamolo fare, lasciamolo nel suo brodo: dovevano cambiare il palazzo e il palazzo sta cambiambando loro. La bellezza della pollitica la riporteremo a casa noi".

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