Renzi nell’intervista fiume a Repubblica di domenica ha mandato molti missili uno dei quali è stato prontamente inquadrato ed intercettato dal destinatario e cioè il contestato (sotto inchiesta ancora per la famosa “frittura” promessa in caso di vittoria al referendum) governatore della Campania Vincenzo De Luca. Per molti anni sindaco di Salerno.
Tempo un giorno (ma è chiaro che la cosa era già nell’aria dal 4 dicembre e cioè dalla sconfitta di Renzi) e Don Vincenzo ha risposto al fuoco: convegno per presentare il suo nuovo movimento, “Campania libera” che ha come segretario generale il fedelissimo Tommaso Casillo, consigliere regionale campano.
Il luogo significativo: Afragola difficile città di immigrazione in provincia di Napoli.
Da lì De Luca ha inteso rispondere immediatamente alle parole di Renzi che aveva detto nella intervista rivelatrice che “non si cambia il Sud solo poggiando sul notabilato” chiaro riferimento a lui stesso.
Si parla in effetti di una possibile promozione in Segreteria di due sindaci giovani Pd: Ciro Bonajuto di Ercolano e Giuseppe Falcomatà di Reggio Calabria.
Alla riunione presenti ex di Italia dei Valori (De Luca ebbe grande consonanza con Di Pietro), Scelta Civica e ex Nuovo Centro Destra.
La segretaria del Pd campano la sua nemica Assunta Tartaglione intanto getta benzina sul fuoco parlando di “fine della luna di miele tra il governatore e gli elettori” tanto per dare conto del clima interno al Partito Democratico in Campania.
Il neonato movimento pare squisitamente espressione di forze locali ma potrebbe anche essere un segnale di apertura nazionale verso i centristi ed Alfano; poca roba parlamentare nel caso ma comunque un tassello ulteriore al mosaico che si sta ricomponendo dopo il terremoto referendario.
La voce che corre è appunto quella di un “segnale” di De Luca a Renzi dopo l’intervista impertinente.

