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Imu, Renzi annuncia il taglio della tassa sulla prima casa. Ai sindaci ridaremo indietro tutto

Annuncio del premier Renzi: “Nel 2017 penseremo a Ires, nel 2018 a Irpef”. Nodo riforme, nuovo Senato e frizioni interne al partito, il ministro Boschi alla minoranza dem: “Abbiamo visto da che parte sta il popolo del Pd…”

“Il 16 dicembre sarà l’ultimo giorno in cui si pagherà la tassa sulla prima casa, poi questa tornerà a essere esentata dalle tasse. Ci dicono che favoriamo i ricchi: chi è stato 30 anni a lavorare e si è spezzato la schiena è giusto non paghi niente, chi ha la seconda, terza, quarta è giusto che paghi le tasse”. Lo ha detto il presidente del Consiglio, Matteo Renzi , registrando la puntata di Porta a Porta in onda stasera. “L’economia sta andando meglio – ha aggiunto – e bisogna dare messaggi di serenità e tranquillità: stiamo ripartendo, dopo tre anni di segno meno è tornato il segno più del Pil”.
 
Fisco. Poi, rivolgendosi a sindaci e Comuni – penalizzati dalla sforbiciata – annuncia: “Daremo ai primi cittadini un assegno corrispondente” al taglio dell’Imu e della Tasi. “Quello che togliamo ai Comuni lo restituiamo paro-paro, non è che poi aumentano le tasse. Su questo mi impegno, assolutamente”.
 
Sempre a proposito di fisco, il premier prosegue: “Nel 2014 abbiamo dato gli 80 euro, nel 2015 l’operazione su Irap e costo del lavoro, nel 2016 via Imu e Tasi che è l’operazione che abbiamo annunciato a luglio ed ecco perché il 16 dicembre ci sarà il funerale delle tasse sulla casa, Nel 2017 penseremo all’Ires e nel 2018 all’Irpef”.
 
Pensioni e legge di Stabilità. “Leggo  – prosegue Renzi – che ci siamo fermati sulla flessibilità pensionistica ma non siamo nemmeno partiti, per un principio di buon senso: si annuncia una cosa sulle pensioni quando si è sicuri di farla, spererei di farlo comunque nelle prossime settimane o nei prossimi mesi, io sono fiducioso su questo. Oggettivamente – ha aggiunto Renzi –  dobbiamo trovare un meccanismo per cui chi vuole andare un po’ prima in pensione prendendo un po’ meno soldi possa andarci. Ora dobbiamo vedere quanto prima e quanti soldi. Sono ottimista ma per lo Stato deve essere a somma zero”.
 
Sud. Per il Sud – afferma il capo del governo – nella legge di Stabilità “stiamo studiando il credito di imposta o la possibilità continuare il taglio dei contributi per gli assunti”, ma “quello che ci vuole al Sud è prendere un impegno e portarlo al termine. Non servono nuovi libri dei sogni, che sono diventati degli incubi”.
 
Immigrazione. “Dal mare sono arrivate 170mila persone l’anno scorso, che non sono rimaste tutte in Italia – dice il premier -. Quest’anno siamo sugli stessi numeri: 116.131 a fine agosto. L’Italia non è invasa come dice qualcuno, ha una presenza ancora sopportabile, ma il punto è che non possiamo continuare così. Il piano Juncker dice che più di 50mila
 andranno via dall’Italia, ma vogliamo vedere che questo accada: come si dice a Napoli… ccà nisciun’è fess”. Poi ribadisce: “L’Italia non è invasa, la situazione si può sopportare. Ma ora basta”. E a proposito del piano Ue: “Sta cambiando qualcosa in Europa – continua -, quello che dicevamo solo noi ora lo stanno dicendo in tanti. Adesso vedo anche persone che cambiano posizione. Ho parlato stamattina con Angela Merkel, devo dire fu in una posizione di mediazione nel summit di giugno. Peraltro lei appartiene a una diversa famiglia politica: lei è di destra, io di sinistra, ma su queste cose non ci possono essere differenze”.
 
Siria e Stato islamico. A seguire, l’annuncio: “In Siria l’Italia non partecipa a iniziative come quelle che Francia e Inghilterra hanno annunciato di studiare. Serve un progetto della comunità internazionale a lungo termine: un intervento spot serve o non serve”.
 
Deficit e fiscal compact. “Credo – ha detto Renzi – che in Ue le cose stiano cambiando anche sulla linea economica. Con un pochino di buon senso abbiamo preso 17 miliardi grazie alla flessibilità, ora si tratta di portare a casa tutto quello che riusciamo in modo da avere un deficit il prossimo anno che non sia l’1,4% che prevede il fiscal compact firmato dal governo italiano”.
 
Riforme. “Nessuno pensi che si possa ritornare da capo” sulle riforme, ha chiosato Renzi a proposito di nuovo Senato e legge elettorale. Il premier si è detto pronto a discutere sulle competenze del nuovo Senato ed è disponibile ad ampliare i poteri della seconda Camera a patto che “non ci sia chi pensi che si debba ricominciare da capo”. Il presidente del Consiglio ha precisato che comunque bisognerà arrivare ad un voto a Palazzo Madama “entro ottobre”. Renzi, invece, non ha voluto commentare l’ipotesi di un listino alle regionali per scegliere i consiglieri-senatori: “Non entro nelle tecnicalità”.
 
Il gruppo degli anti-Renzi. “Il governatore della Toscana, Enrico Rossi, vuole correre per la segreteria del Pd? Ci sono tantissimi anti-Renzi: Rossi, Emiliano, Speranza, Bersani lo è ad honorem….Vedo tanti anti-Renzi, va bene così, io non ho paura di perdere la seggiola”.
 
Messaggio a minoranza dem. Intanto, stamani il ministro Maria Elena Boschi, parlando di riforme a Uno Mattina, ha detto: “Gli iscritti al Pd delle diatribe tra correnti non ne possono più. Ci sono questioni più importanti di un emendamento: l’Italia sta riacquistando credibilità, il senso di responsabilità prevarrà alla fine. Anche perché ieri a Milano abbiamo visto con chiarezza da che parte sta il popolo Pd”.
 
Dichiarazioni che arrivano all’indomani del bagno di folla riservato al premier Renzi, ospite della Festa nazionale dell’Unità di Milano. Un appuntamento al quale il presidente del Consiglio ha partecipato tra selfie con i militanti e repliche alle parole dei ‘gufi’: “Questa – ha ribadito durante la kermesse – è l’Italia che dice sì”.
 
Nelle stesse ore, il ministro Boschi – da Cernobbio – insisteva a proposito del nuovo Senato (che tanto fa discutere i parlamentari dem, con la minoranza che spinge per reintrodurre l’eleggibilità dei futuri senatori): “In parlamento c’è accordo sul 90% del testo”. E poi, sull’Italicum: “L’impianto non si tocca, non accetteremo mediazioni al ribasso”.