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Renzi faccia il segretario del Pd, non parli come se fosse premier

L’attivismo dell’ex presidente del Consiglio…

L’ex premier e attuale segretario del Pd Matteo Renzi parla un giorno sì e uno no su tutti i temi come se fosse un cittadino comune. Il risultato è che sembra che si esprima più come presidente del Consiglio che come segretario del maggiore partito del centro-sinistra. Certo è liberissimo come tutti di esprimere le sue idee. A maggior ragione su argomenti che sembrano errori macroscopici come la proposta di legge passata alla Camera (che dovrà essere approvata dal Senato) sulla legittima difesa nelle reazioni notturne a intrusioni (assurdo: un ladro entra in casa anche di giorno).

Sia che si voterà a fine legislatura nel febbraio 2018 o anticipatamente con l’attuale pasticcio dei due sistemi (proporzionale con doppia soglia al Senato e proporzionale con premio per chi supera il 40% alla Camera) sia che si modificherà la legge elettorale (altro assurdo di cui sono colpevoli i parlamentari, lautamente pagati coi soldi dei contribuenti, parlamentari che evidentemente sono dei dilettanti che non sanno fare il loro lavoro… una democrazia senza una legge elettorale che funzioni…) non è detto che dopo quell’elezione il presidente della Repubblica Sergio Mattarella darà l’incarico di formare il Governo a Matteo Renzi. Più in generale è bene farsi carico totalmente di un ruolo.

Il segretario del Pd deve fare in modo che il partito sia sempre più forte nel Paese in modo che teoricamente arrivi a livelli di consenso altissimi (40/50%). Per fare ciò bisogna organizzare una macchina che agisca giorno per giorno sul territorio. Un impegno gravoso. Dall’altra parte governare un Paese come l’Italia necessita di un onere totale, maggiore di quello di segretario di partito.

Si possono sommare le due cariche? Certo, ma i rischi sono quelli del “risolvo tutto io” e di “un’idea diversa al giorno per distinguersi dagli altri a tutti i costi”. Per giunta vale la regola che ciò che è prezioso è raro, che l’eccesso indebolisce più che rafforzare. Meno ci si fa vedere e si compare sui media meglio è… si parli per informare sui risultati davvero conseguiti e su quanto si riuscirà ragionevolmente ad ottenere (se si ha a cuore il Paese, altrimenti si è come quei personaggi televisivi che fuori dal video sono nulla).

Intanto oggi il presidente del Consiglio è Paolo Gentiloni. Pochi obiettivi chiari: politiche industriali, portare il lavoro in Italia intervenendo su fisco, burocrazia e tempi della giustizia, lotta alla mafia, federalismo a partire da quello fiscale.