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Politica
Renzi presenta l'Italicum. "Vorrei ringraziare Berlusconi"

Si chiama "Italicum", neologismo in una politica che di neologismi vive da molti anni, e vuol dire 'nuova legge elettorale che fara' nascere una Nuova Repubblica', anche se la politica nazionale di neologismi ne ha divorati parecchi, negli ultimi anni.

In sintesi, come anticipato da Affaritaliani.it: collegio unico nazionale con ripartizione dei seggi sulla base di miniliste bloccate di sei candidati per circoscrizione e ampio sistema di sbarramenti. Uno al 5% per i songoli partiti che si presentano in coalizione, un altro dell'8% per le forze che si presentano da sole. Poi un 12 percento per le singole coalizioni. Infine doppio turno nel caso nessuna coalizione raggiunga il 35% per accedere al premio di maggioranza "che porti al 53 per cento al minimo e al 55% al massimo".

In aggiunta, il segretario del Pd fa sapere che: 1) i senatori verranno privati del diritto di votare la fiducia al governo, come anche dell'elezione diretta e dell'indennita'; 2) lui stesso e' grato a Silvio Berlusconi per essere venuto a discutere delle riforme con lui fin nella sede del Pd (l'alternativa sarebbe stata un disdicevole faccia a faccia con Dudu'); 3) "Facciamo un accordo sulle regole con Berlusconi per non doverci fare un governo in futuro"; 4) se l'opposizione interna non e' contenta e chiede un referendum tra gli iscritti, lui ha gia' l'investitura di due milioni di votanti delle primarie, e questo chiude il discorso.

Tutti contenti? E' da vedere. La fronda interna accetta pure il doppio turno di coalizione, ma sulla mancanza delle preferenze rimanda alla sentenza della Corte Costituzionale, che in proposito e' stata chiarissima e tranciante. Intanto Scelta Civica, con Mazziotti, attacca via twitter: sempre premio di maggioranza incostituzionale e', come per il Porcellum. Idem per Sel, che per bocca di Migliore si dice molto preoccupata.

Quindi arriva la bordata di Grillo: questa legge e' il "'Pregiudicatellum': prevede che i partiti si scelgano i propri parlamentari. I cittadini devono stare a guardare. Liste bloccate con nominati da pregiudicati e condannati in primo grado e nessuna preferenza". Non cambia niente rispetto a prima, insomma. Gli risponde lo stesso Renzi: sei tu che perdi un'occasione, la politica la cambiamo noi.

Da dentro il Pd Francesco Russo ora invita alla collaborazione tra governo e partito. Esulta da parte sua Forza Italia: siamo grati a Renzi (Biancofiore); c'e' un clima positivo (Calabria). Se nel Pd ci sono ancora perplessita', da questa parte della politica sono tutti pronti a salire in carrozza.

CUPERLO - Gianni Cuperlo ha messo in guardia su quelli che considera i limiti della proposta di riforma elettorale di Matteo Renzi. "Non vogliamo boicottare, intralciare, rallentare il progetto riformatore che puo' avere una rilevanza storica, noi vogliamo essere protagonisti di un passaggio a una repubblica rinnovata", ha detto nel suo intervento alla direzione del Pd. La proposta "non e' convincente perche' non garantisce ne' rappresentanza adeguata, ne' il diritto degli elettori di scegliere i propri eletti, ne' governabilita'", ha assicurato. E vi sono "seri dubbi di costituzionalita' che non possiamo ignorare", ha sottolineato. Non solo. "Dire non si puo' cambiare niente senno' salta tutto non so fino a che punto sia un modo convincente di procedere", ha avvertito, "e' una riforma di portata storica che deve servire al paese, mettere in campo soluzioni forti e convincenti". Dunque "nel merito sento che dobbiamo discutere ancora", ha chiesto.

"O si prevedono per legge primarie per la scelta dei candidati in Parlamento oppure dire che si fanno le primarie" per compensare all'assenza delle preferenze nella legge elettorale "non e' sufficiente". Lo ha detto il presidente dell'assemblea del Pd, Gianni Cuperlo, durante il suo intervento alla direzione, dopo la relazione del segretario Matteo Renzi. Assieme a questo, Cuperlo ha sottolineato la necessita' di prevedere, sempre per legge, la rappresentanza di genere: "L'impegno non era che avremmo rifatto le primarie, ma che avremmo restituito agli italiani il diritto di votare i loro parlamentari".

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