Enrico Letta sostiene l’iniziativa di alcuni partiti, e in particolare del Pd, “per una nuova legge elettorale e per risolvere la zavorra del bicameralismo perfetto”. Letta aggiunge: “Se si risolveranno i problemi della legge elettorale e del bicameralismo perfetto, il più felice sarò io. Il governo sarà più forte anche nei confronti della Ue. Per ciò che potrò fare, sarò felice di dare il mio contributo“. “Sono fiducioso” che le riforme giungano a buon fine. Enrico Letta, al termine della conferenza stampa congiunta con il premier spagnolo Rajoy, sottolinea che “L’Italia ha bisogno di riforme: economiche e istituzionali. Abbiamo bisogno di una nuova legge elettorale e di risolvere il problema del bicameralismo perfetto. Il risultato positivo su queste due riforme rafforza il Governo e l’Italia, anche in vista del prossimo semestre di Presidenza della Ue. Il mio spirito è assolutamente costruttivo per aiutare, anche se posso fare poco, perché le decisioni spettano al Parlamento”. Il premier sottolinea due risultati del suo esecutivo: “L’operatività del pacchetto privatizzazioni e le decisioni per il rientro dei capitali dall’estero, valutate positivamente da tutti gli addetti ai lavori“.
Sulla riforma elettorale “l’accordo è complicato ma possibile”. Lo afferma Matteo Renzi precisando che “lo 0,5% non può far saltare accordo” e che se si affossano le riforme “salta la legislatura”. Con la riforma elettorale, aggiunge il segretario del Pd, “si rafforza il rapporto tra cittadino ed eletti”. Quanto agli emendamenti annunciati anche da rappresentanti del suo stesso partito, il leader democratico spiega: “E’ ovvio che ci saranno emendamenti, ce ne saranno tantissimi. Compito del Pd è quello di prendere il buono che viene dalle forze politiche e poi trovare un accordo che è complicato ma possibile. Il testo base è già stato approvato e le modifiche spero siano il più condivise possibile: non è pensabile che per lo 0,5% salto l’accordo”, ma chi dice che la legge presentata è come il Porcellum, ribadisce Renzi, “vive sulla luna”. “Siamo a un bivio straordinario – insiste poi il sindaco di Firenze – se imbocchiamo la strada delle riforme sarà più semplice, anche per quanto riguarda il lavoro e lo sviluppo, se si affossa questa possibilità di riforme diventa davvero delicato immaginare uno spazio di speranza per questa legislatura“.

