“Renzi non cadrà per mano della giustizia e delle inchieste”. Ne è convinto Luigi Bisignani che parla a ruota libera con Affaritaliani.it di quello che sta accadendo tra politica e Magistratura dopo le parole di fuoco del neo-presidente dell’Associazione Nazionale Magistrati Piercamillo Davigo.
“Certamente c’è una grande curiosità per gli uomini e le donne che stanno intorno al premier e per tutte le sue azioni, ma da questo punto di vista Renzi come persona può stare tranquillo. E’ esattamente come abbiamo scritto io e Paolo Madron nel libro ‘I potenti al tempo di Renzi’ ovvero quello che lo stesso presidente del Consiglio dice sempre: ‘Sui soldi e sulla figa non mi faranno cadere mai’. E penso che sia proprio così perché è uno che ci sta molto attento. Fa una vita tranquillissima. Dopo più di due anni di governo credo proprio che abbia ragione. Ovviamente – spiega Bisignani – continuerà a perdere pezzi e lo attaccheranno, ma secondo me lui personalmente dal punto di vista giudiziario è totalmente immune”.
“Renzi può cadere però con il referendum di ottobre sulle riforme. Deve stare attento alla politica e non ai magistrati. I pm e i giudici servono a creare quel clima che gli oppositori politici utilizzeranno per farlo innervosire e il rischio è che questo attacco in funzione del referendum, che gli arriva dalla politica e che si riverbera sulle inchieste ingigantite e presentate in modo diverso dai giornali, gli facciano perdere la pazienza e quindi un po’ di consenso. Ma Renzi come persona fisica non cadrà per mano della Magistratura”.
Quanto alle affermazioni di Davigo, Bisignani ironizza: “E’ rimasto troppo tempo in astinenza da media rispetto ai suoi e ora si vuole riprendere anche lui, come vecchio uomo del pool di Mani Pulite, la sua parte di popolarità”. L’Anm sulle barricate come ai tempi di Berlusconi premier? “In realtà è proprio Davigo che era in crisi di astinenza dato che in Cassazione non poteva certo dire quelle cose. Perciò si sta prendendo la sua ribalta mediatica. Il problema è sempre il protagonismo dei magistrati e Davigo si sta riprendendo la scena dopo tanti tanti anni di astinenza”.

