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Politica
Il premier 'a rapporto' da Napolitano. Sul tavolo la riforma della Giustizia

In giornata il premier Matteo Renzi sarà ricevuto al Quirinale dal presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano. E' quanto si apprende alla vigilia del Consiglio dei Ministri di domani. L'orario dell'incontro, viene spiegato da fonti della presidenza della Repubblica, ancora non è fissato ma avverrà nel pomeriggio o al massimo in serata. Sarà comunque, viene precisato, dopo le 16 in attesa che il Capo dello Stato rientri da Venezia.

Al Colle si parlerà, molto probabilmente, di riforme, in particolar modo di quella imminente della Giustizia, sulla quale nella maggioranza di governo ci sono già molte divergenze. Il 'taglio' delle ferie giudiziarie dei Tribunali a 20 giorni "è un simbolo, ma importante. L'arretrato si risolve in un altro modo. Domani facciamo un dl ad hoc su questo. #italiariparte", ha precisato Renzi su Twitter rispondendo ad un follower che gli chiedeva se quanto annunciato bastasse per risolvere l'arretrato civile. Un altro utente, poi, gli ha suggerito di prendere esempio dal tribunale di Torino, premiato dall'Ue per la riduzione dei ritardi nelle cause civili. Il premier ha replicato: "Sono d'accordo. Infatti Mario Barbuto, che ha risolto i problemi della giustizia di Torino è adesso a Roma a lavorare con il ministro Andrea Orlando".

I tempi lunghi della Giustizia in Italia rappresentano un "problema dominante per l'economia italiana ed uno dei problemi più difficili per il primo ministro Matteo Renzi, impegnato a riavviare la fiacca economia" del Paese: lo scrive oggi il quotidiano statunitense The Wall Street Journal. Alla vigilia del Consiglio dei ministri di domani sulla riforma della giustizia, il giornale riporta l'esempio di una società Usa - la Alps South - che voleva aprire un sito produttivo in Italia, ma che poi ha cambiato idea proprio a causa della "lentezza e dell'incertezza" della giustizia italiana. "Il passo da lumaca dei tribunali italiani rallenta l'economia per una miriade di versi", osserva l'autrice dell'articolo, Giada Zampano.

E' una questione che riguarda le banche così come le aziende: secondo il Censis, gli investimenti stranieri in Italia sono scesi del 60 per cento negli ultimi sei anni e attualmente costituiscono solo un sesto di quelli nel Regno Unito. Il problema della giustizia in Italia ha amplificato la crisi economica nel Paese, ma gli "sforzi di Renzi rischiano di deludere", come è successo con i "suoi predecessori". Le riforme precedenti che hanno promosso accordi in via stragiudiziale hanno ridotto il numero di casi pendenti solo dell'11% in cinque anni. Secondo il World Economic Forum, conclude l'articolo, l'Italia è ancora al 145/mo posto su 148 in termini di efficienza del sistema legale nella soluzione delle dispute.

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