A- A+
Politica
Renzi: "Nella Pa vanno fatto tagli perché c'è grasso che cola"

"Bisogna avere il coraggio di dire che vanno fatti dei tagli nella macchina pubblica, dove c'e' del grasso che cola". Lo ha affermato il premier Matteo Renzi inaugurando la nuova fabbrica del rubinettificio bresciano del gruppo Bonomi.

Il presidente del Consiglio, Matteo Renzi, in provincia di Brescia, per la cerimonia di inaugurazione di una nuova fabbrica del gruppo Bonomi. All'ingresso e' stato salutato dal presidente di Confindustria, Giorgio Squinzi e dalle autorita', e ha scambiato due battute con i poliziotti della scorta: "salutiamo la polizia - ha detto - non e' un periodo buono per loro".

"C'e' l'Italia di quelli che ci provano e l'Italia dei gufi - ha detto Renzi - mi dicono che non devo offendere i gufi allora smettero' di usare questo paragone". Secondo Renzi "c'e' l'Italia critica che si alza al mattino, schiaffeggia le nuvole e mette il broncio all'arcobaleno, a cui non va bene nulla: sono quelli che da trent'anni hanno occupato tutti i posti e ora hanno il coraggio di dire a noi che non ce la faremo". C'e' poi un'altra Italia "che vuole uscire dalla crisi smettendo il coro delle lamentele e delle litanie".

PETROLIO - "Lo Sblocca Italia non serve a mettere nuovi soldi ma a dire che i soldi che gia' ci sono li dobbiamo spendere". Lo ha detto il premier Matteo Renzi che ha aggiunto "Siamo in una forte crisi energetica e non estraiamo il petrolio che c'e' in Basilicata e Sicilia. Io la norma - ha sottolineato - per tirar su il petrolio la faccio, anzi l'ho fatta. Allora, potro' perdere qualche voto,- riferendosi all'opposizione dei comitati ambientalisti - ma lo tireremo fuori".

"Vi chiedo aiuto, smettiamo di credere alla cultura della rassegnazione, rimettiamoci in gioco". Lo ha detto il premier Matteo Renzi inaugurando la nuova fabbrica di rubinetti del gruppo bresciano Bonomi, alla presenza del presidente di Confindustria, Giorgio Squinzi, e di tutte le maestranze. "Insieme riporteremo l'Italia dove deve stare - ha aggiunto - che sia credibile in Europa e in casa nostra, un Paese dove i nostri figli devono tornare a credere nel tricolore".

Blocco dei salari le ultime reazioni

Poletti, capisco sofferenza ma tenere conto quadro generale - "Io non credo che ci siano atteggiamenti in relazione a ipotesi ricattatorie. Io credo che sia comprensibile lo stato d'animo dei dipendenti pubblici che, dopo un certo numero di anni, continuano a vedersi i loro trattamenti economici non rivalutati. Dall'altro lato bisogna tenere conto del quadro generale nel quale stiamo agendo". Risponde cosi' il ministro del Lavoro, Giuliano Poletti, intervenendo alla Festa de l'Unita' a Orvieto, sulla minaccia di sciopero da parte delle forze dell'ordine per il blocco dei salari della pubblica amministrazione. "Insieme a questa situazione - ha aggiunto Poletti - abbiamo tanti cittadini italiani che hanno perso il posto di lavoro, tanti a cui non riusciamo ad arrivare con gli ammortizzatori sociali, il tutto in un quadro di vincoli da rispettare. Capisco la sofferenza, capisco la reazione - ha concluso il ministro - ma chiedo anche che si comprenda come questo paese debba fare uno sforzo per uscire da questa situazione economica di crisi".

Padoan, sara' discorso generale revisione spesa - "Sul blocco dei salari non dico niente, se ne stanno occupando altri ministri: sara' un discorso generale di revisione della spesa": lo ha detto il ministro dell'Economia Pier Carlo Padoan, interpellato sul blocco dei salari per gli statali.

Zaia, sciopero forze dell'ordine ragionevole - L'idea di uno sciopero delle forze dell'ordine di fronte a un nuovo blocco dei salari e' ragionevole. A sostenerlo il presidente della Regione Veneto, Luca Zaia. "Io penso che lo sciopero sia assolutamente ragionevole pero' - ha attaccato - mi chiedo dove siano tutte quelle persone che quando eravamo al Governo sostenevano i poliziotti, mentre ora sono tutti spariti".

Camusso,blocco rinnovo incomprensibile; governo sia coerente - Il blocco dei salari dei dipendenti pubblici e' incomprensibile e il governo dovrebbe essere coerente con la scelta del bonus degli 80 euro, migliorando la condizione dei lavoratori. E' quanto sostiene il segretario generale della Cgil, Susanna Camusso. "Non comprendiamo la logica per cui si continua a prorogare il blocco dei contratti - ha detto Camusso a Buggerru, in Sardegna, dove ha ricordato il primo sciopero generale d'Italia del 4 settembre 1904 - La sensazione e' che si seguiti a chiedere ai soliti noti per non toccare altri interessi che invece produrrebbero molte risorse". "Bisogna decidere che cosa si vuol fare. Il Presidente del consiglio e il governo hanno fatto la manovra sugli 80 euro che noi abbiamo giudicato positivamente, non solo perche' era un segno di riconoscimento al lavoro ma soprattutto perche' era il segnale che non si esce dalla crisi abbassando i salari e peggiorando le condizioni dei lavoratori - prosegue Camusso - Ecco perche' vorremmo coerenza con questa scelta, chiudendo una stagione lunga sei anni che ha portato all'impoverimento delle retribuzioni e delle pensioni. Bisogna mettere al centro il tema della creazione di lavoro: se non si riparte da questo, dal fare investimenti, non possiamo uscire dalla recessione".

Cgil, attacco a lavoro, perdita salari 4.800 euro - Se il blocco dei contratti della pubblia amministrazione sara' esteso anche al 2015, complessivamente i lavoratori dipendenti avranno perso 4.800 euro. Lo dice il responsabile del dipartimento settori pubblici della Cgil, Michele Gentile, secondo cui "la riforma della pubblica amministrazione del governo si caratterizza sempre di piu' per essere un attacco al mondo del lavoro". Secondo i calcoli della Cgil, il blocco per il 2015 vale circa 600 euro in meno in busta paga ai dipendenti pubblici, che sommati ai 4,200 euro di mancati aumenti registrati fino ad oggi diventano complessivamente 4.800 euro. "Aspettiamo di vedere la legge di Stabilita' - aggiunge Gentile contattato telefonicamente - ma le indicazioni che arrivano dal ministro Madia sono chiaramente una penalizzazione molto forte per oltre 3 milioni di dipendenti pubblici".

Grasso: "Richieste legittime e accettabili" - Sono "accettabili e legittime" le richieste degli agenti di polizia, secondo il presidente del Senato, Pietro Grasso. "Mi pare che lo sciopero sia stato solo ipotizzato e confido molto nel senso di responsabilità delle forze di Polizia - ha detto intervenendo al workshop di Cernobbio -. Ho lavorato con loro tutta la vita e conosco bene il loro senso di responsabilità e le loro legittime aspirazioni. Credo non siano contro il blocco degli aumenti ma contro il tetto salariale stabilito nel 2010. Mi sembrano richieste e promesse che sono state fatte accettabili e legittime", ha concluso il presidente di Palazzo Madama.

Tags:
renzipubblica amministrazione
in evidenza
Consumi, come tagliare la bolletta rispettando l’ambiente

verso un mondo più sostenibile

Consumi, come tagliare la bolletta rispettando l’ambiente

i più visti
in vetrina
Europei: le "Wags" degli Azzurri: qual è la più bella?

Europei: le "Wags" degli Azzurri: qual è la più bella?


casa, immobiliare
motori
Alfa Romeo: Räikkönen certifica la “Giulia GTA”

Alfa Romeo: Räikkönen certifica la “Giulia GTA”


Testata giornalistica registrata - Direttore responsabile Angelo Maria Perrino - Reg. Trib. di Milano n° 210 dell'11 aprile 1996 - P.I. 11321290154

© 1996 - 2021 Uomini & Affari S.r.l. Tutti i diritti sono riservati

Per la tua pubblicità sul sito: Clicca qui

Contatti

Cookie Policy Privacy Policy

Cambia il consenso

Affaritaliani, prima di pubblicare foto, video o testi da internet, compie tutte le opportune verifiche al fine di accertarne il libero regime di circolazione e non violare i diritti di autore o altri diritti esclusivi di terzi. Per segnalare alla redazione eventuali errori nell'uso del materiale riservato, scriveteci a segnalafoto@affaritaliani.it: provvederemo prontamente alla rimozione del materiale lesivo di diritti di terzi.