Nessuno ha capito davvero le ragioni del voto di domenica scorsa, abituati come siamo dai commentatori televisivi a parlare di politica sulla politica, di mosse, di potere, giochi e nulla di ciò che un voto referendario come questo esprime urlando con chiarezza lampante
I gornalisti, tranne pochi, sono tutti allineati al sistema politico, si nutrono di un solo racconto e non di altro. Si eccitano nel prevedere mosse di partito, giochi di palazzo, ma nessuno si cala in profondità per parlare delle ragioni di un paese come questo che domenica è sceso interamente in piazza per dire la sua nelle urne
Imbarazzante il cerchiobottismo di Scalfari, sempre meno lucido e sempre più fissato con stilemi inutili e fuori tempo. O il rivoltante servile dialogare di Vespa, capace di ridicolizzare persino la parola Verità come qualcosa di inutile, di fronte ad un esterrefatta Meloni pur di non contrastare Renzi. E lasciamo da parte i Sofri (figlio), i deliri di Cerasa, le interviste ossequiose, i servizi dilaganti dei tg e così via.
Per dimensioni, numeri e partecipazione questo è stato un voto contro tutto questo.
Contro cioè tutto ciò che rappresenta il governo, non contro le riforme. Ed è stato un voto contro chi identifica se stesso con tutto il governo e non ha mai lasciato spazio a nessun altro ministro su nessuna questione.
20 milioni di persone su 33milioni hanno votato contro di lui. Ed hanno votato dicendo una parola chiara precisa e potente, NO.
NO a ciò che lui rappresenta, no all’idea di mondo che vuole imporre in questo paese mentre il mondo sta andando da tutt’altra parte, NO ai suoi ostentati privilegi e arroganze.
NO a chi chiede e vuole troppo potere.
In questo paese e nel resto del mondo la vita si identifica con il lavoro.
Senza la lavoro non c’è vita.
Lavorare è una dimensione della vita necessaria per ogni singolo uomo, una dimensione in cui si devono avere dei diritti, delle aspirazioni ad una vita migliore .
Si chiama liberta di vivere.
Lavorare senza avere tutto questo vuol dire non esser liberi e quindi esclusi dal proprio tempo, vittime delle frustrazioni e delle depressioni, privati delle scelte che danno un senso all’esistenza come quello di mettere al mondo dei figli e di poterli mantenere e crescere, come il diritto a potersi ritirare un giorno quando le forze ti abbandoneranno, quando sarai troppo grigio perché qualcuno ti offra un lavoro. Diritto ad una pensione senza dover temere di finire sotto i ponti o in mezzo ad una strada, in fila alla caritas.
Renzi è partito attaccando proprio il lavoro vedendolo come un privilegio da abbattere, scontrandosi con i sindacati in maniera violenta, i sindacati che rappresentano persone che hanno bisogno di essere difese e tutelate sul lavoro e sono ancora un argine allo strapotere delle aziende e delle imprese. Per la sinistra un santuario
Ha distrutto l’articolo simbolo, l’art 18, per poi far seguire la legge sul lavoro che ha annullato tutte le tutele dei lavoratori.
Poi ha attaccato il lavoro degli insegnanti, altri lavoratori tutelati in qualche maniera, ne ha attaccato e distrutto le tutele sconvolgendo gran parte di molte esistenze.
Poi è passato alla pubblica amministrazione e infine alle pensioni con la beffa del mutuo come obbligo da sottoscirvere potersi ritirare ad una età decente
Il lavoro privato e quello pubblico ha subito così un abbassamento delle sue qualità , gettando gran parte dei lavoratori in situazioni di precariato, mobilità, fragilità
E che cosa invece ha difeso e sostenuto ? Le imprese che non vogliono assumere, le banche che non vogliono pagare i debiti e hanno distrutto migliaia di poveri risparmiatori, i manager che guadagno milioni, i consulenti d’oro, le spese del suo ministero, le grandi industrie come la Fiat che non paga più le tasse in italia, l’expo ( costato 20 miliardi a fronte di un o solo incassato), i suoi amici come Farinetti e così’ via..
Ha distrutto i deboli e difeso i già forti, troppo forti
Nessun beneficio per i giovani: voucher e non posto di lavoro, finiti gli incentivi statali sono ripresi i licenziamenti e la disoccupazione, consumo e traffico di cocaina ai massimi livelli, scarso accesso al credito e sempre meno denaro circolante.
E’ in campagna elettorale da 4 anni non si sa con quali soldi, finanziato da una serie di industriali e finanzieri dall’intera confindustria, dai Marchionne e così via.
In questi tre anni si è mostrato agli occhi della gente come un privilegiato, uno che ha letteralmente rubato il posto a Letta e poi ha aperto ai nemici acerrimi come Verdini solo perché toscano e porta voti. Ha ignorato senza preoccuparsene il referendum sulle trivelle: 13 milioni hanno votato contro di lui e sono stati sbeffeggiati -dal quorum- e insultati dalle sue parole oltre che da quelle di alcuni suoi stupidi compagni di partito
Fino all’orribile compravendita dei voti per il si, prometteva finanziamenti a pioggia a chi gli portava voti come De Luca e toglieva finanziamenti a chi si schierava per il no fino all’orripilante cinica e crudele scelta di togliere i 50 milioni destinati ai bambini malati di tumore di Taranto ( quanto avremmo voluto leggere i sms che mandava a Boccia …) solo per punire Emiliano schierato per il NO…
Questo è l’uomo, peggio del politico. Un misto di cinismo e cattiva spregiudicatezza, finzione e arroganza.
E’ un prodotto vecchio degli anni 80, tipico della provincia italiana del nord dove si confondono metodi come l’ottimismo con valori come il bene comune. Basta essere ottimisti perchè tutto vada bene.
Ed essere sempre sorridente ed arrogante di fronte ad un paese in crisi, di fronte alle piazze che ti contestano ogni qual volta si faceva vedere ha significato solo una cosa: cinismo, crudeltà e indifferenza.
Questa è la vera narrazione che il paese ha subito.
Questo è il racconto che ha dovuto subire la maggior parte degli italiani.
Così quando ha proposto le riforme si è subito capito che stava creando un gioco a tutto suo favore tra cui una legge elettorale per avere più potere possibile.
Le riforme le ha chieste a colpi di maggioranza e di fiducia e questo non si fa quando si trattano della costituzione.
Molto potere in mano a pochi, in sintesi il messaggio che è arrivato.
Così questo nostro Paese stanco e incredulo di fronte a tanta superficialità e arroganza non ha voluto sentire ragioni e ha detto No, escluso dai privilegi e insultato dall’ottimismo miracolistico che nella realtà non ha cambiato nulla anzi, ha peggiorato la fiducia nel futuro
Chi ha votato a favore e cioè Si fa parte della medio alta borghesia o dell’elite, sta bene, lavora bene ed è quella parte di società che si è trasformata antroplogicamente in una sorta di isola separata dal resto, che ama rinchiudersi nel fortino della propria esclusività per godere la vanità che ne deriva e vede come un pensiero vecchio e di altri tempi pensare come necessario l’impegno ad assicurare un destino migliore al resto del paese tutto.
E’ quella parte di società che detesta letteralmente le classi medie del pubblico impiego, dei lavoratori a tempo indeterminato, dei professori, degli impiegati,degli agricoltori .
Quella parte di scoietà che ha l’allergia alla parola Paese e si pesna una sorta di classe-stato, abita quartieri -isole e blocca l’accesso intercategoriale alzando il livello di ingresso o semplicemente mettendo fuori uso l’ascensore sociale
Avete mai sentito pronunciare la parola mafia in questi 3 anni?
IL NO è stato un no a questo modo di vedere il mondo, di pensare e di pensarsi privilegiati, di volere a tutti i costi piacere ai potenti e non ai deboli.
E’stato un no alla storia di un provinciale che volveva i voti di tutti per accontentare i pochi e così far parte di quei pochi
E’ un racconto troppe volte visto nella commedia della vita, di chi dalla provincia vuole scalare le vette del potere per poter dire ce l’ho fatta . Non per risolvere i problemi della gente, ma i propri complessi di frustazione e rivalsa sociale tipici delle psicosi giovanili provinciali.
Solo che finchè pensi di farlo con le forze del denaro che sei capace di procurarti è un conto, rispetti i grandi racconti della vita da Dumas a Hugo, vieni assolutamente ammirato e emulato.Ma quando pensi di farlo usando la politica parti da Bonapartista e finisci per trasformarti poi in Napoleonico.
Prima o poi esiliato.
