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Matteo Renzi di nuovo all'attacco. "Non credo che il governo durera' molto", e' tornato a dire dal palco della festa democratica di Carpi

. E ha mandato per l'ennesima volta un messaggio al partito sulle regole congressuali: "Le primarie devono essere aperte. Un'uscita che ha di creato fibrillazione, con la preoccupazione di molti sui riflessi delle mosse di Renzi sull'esecutivo. Del resto non c'e' sua mossa che non sia letta in funzione antigovernativa. Continua a far discutere la visita del sindaco a Merkel. Renzi ha ribadito anche oggi che aveva informato Enrico Letta gia' un mese fa, a smentire le voci insistenti secondo cui invece il premier ha saputo a cose fatte. "Non sono andato a Berlino di nascosto", ha assicurato. Ufficialmente, Palazzo Chigi ha fatto sapere che il presidente del Consiglio era stato messo al corrente dell'incontro dalla cancelliera tedesca al vertice Ue di fine giugno e che solo qualche giorno dopo Renzi stesso lo ha avvisato dell'appuntamento. E comunque, hanno tenuto a sottolineare anche oggi a palazzo Chigi, i problemi del Paese sono ben altri. Di certo il sindaco non fa niente per nascondere la sua scarsa fiducia sulla tenuta della grande coalizione. "Io, se Enrico Letta fa bene, sono l'uomo piu' felice del mondo", ha ripetuto oggi, ma "non credo che questa esperienza di governo di larghe intese possa andare avanti molto". E Renzi non intende mollare la presa neppure sulle regole congressuali, la cui definizione e' alle ultime, ma non meno insidiose, battute. Domani mattina saranno a Roma i segretari regionali per discutere delle linee fin qui messe a punto dalla commissione congressuale. All'incontro non partecipera' il segretario Guglielmo Epifani, per la segreteria ci sara' il responsabile Organizzazione, Davide Zoggia.

Giovedi' e' prevista una nuova riunione della commissione i cui lavori si si dovrebbero chiudere la prossima settimana. Allora si sapra' chi ha vinto il braccio di ferro sulle due questioni piu' spinose: la separazione tra segretario e candidato premier, su cui sembra delinearsi una consistente maggioranza, e le modalita' con cui si terranno le primarie. "Troverei sbagliato cambiare le regole in corso", ha insistito il sindaco di Firenze. "Per esempio, farei votare, come e' sempre stato i 16enni", ha sottolineato Renzi. L'ormai ex rottamatore ha ribadito che sciogliera' solo a settembre la riserva sulla sua candidatura. Prima attende di vedere come si delineera' il percorso congressuale. In ballo c'e' anche il rovesciamento dell'impostazione tradizionale: si dovrebbe partire - almeno questa e' l'idea prospettata da Zoggia - da circoli, federazioni provinciali e regionali. E senza legare le competizioni locali, riservate agli iscritti e in cui si eleggerebbe la meta' dei delegati dell'assemblea, ai documenti che presenteranno i candidati alla segreteria nazionale. Per i renziani questa impostazione e' inaccettabile. Anche perche' legando all'elezione del leader solo la meta' dei membri dell'assemblea il segretario rischierebbe di trovarsi 'anatra zoppa'. In fondo, il pericolo che veramente Renzi paventa e' che il pacchetto sia pensato dall'attuale maggioranza per mantenere un saldo posizionamento. Il sospetto e' che in questa direzione vada anche la chiusura delle primarie ai soli iscritti o a chi decida di aderire a un nuovo 'albo' dei sostenitori del Pd. I parlamentari piu' vicini a Renzi continuano a pensare che vi sia un ampio fronte deciso a sbarrare la strada al sindaco di Firenze. Chi per una profonda divergenza di linea politica, dai bersaniani ai dalemiani, chi innanzitutto per difendere il governo, dai lettiani ai franceschiniani.

"La frase 'il Governo non durera' molto' non e' mai stata pronunciata da Matteo Renzi". Lo dichiara Marco Agnoletti, portavoce di Matteo Renzi. "E' inaccettabile che si continui cosi', cioe' ad attribuire a Matteo parole che in realta' non ha mai detto. Tra l'altro si tratta di un intervento pubblico, mandato anche in diretta televisiva: basta andare a controllare sul sito web del Pd di Modena, rivedere l'intervento di oggi a Carpi e capire bene i contenuti, veri, del suo discorso. I giornali, e anche i tanti cittadini presenti, lo sanno bene. Non e' la prima volta che accade, ora basta. Matteo Renzi dice sempre in modo chiaro cio' che pensa: non abbiamo bisogno di manipolazioni, distorsioni o di libere interpretazioni non richieste".

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