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Politica
Renzi: "Questo voto ci carica di straordinaria responsabilità"

"Ha vinto la speranza. Ma oggi si tratta di definire se vogliamo metterci la residenza in questo 40% o limitarci a vivere la soddisfazione dell'istante. Questa nostra direzione deve essere l'occasione per una riflessione dell'analisi del voto - con il sorriso - per capire cosa dobbiamo fare a partire da adesso. Questo risultato ci carica di gioia ma ci carica anche di straordinaria responsabilità. Questo voto non è semplicemente per il Pd o per il premier. Va ben oltre le aspettative e le ambizioni, questo voto è dato dagli italiani per l'Italia. Abbiamo ricevuto un consenso che ci impone e ci chiama a provare a cambiare il nostro Paese e l'Europa".

Così Matteo Renzi, premier e segretario del Pd, alla direzione del Nazareno per la prima volta dopo il voto delle europee. "Trovo assurde le polemiche sulla foto di gruppo, non c'è nessun salto sul carro. Oggi che ha vinto il Pd è bellissimo pensare che quella foto di gruppo è la foto di un partito che tutto insieme adesso avverte questa responsabilità di dover combattere in Europa e contemporaneamente continuare il cambiamento in Italia".

"Gli insulti a Giorgio Napolitano dal palco dei 5 Stelle a piazza San Giovanni - dice Renzi - sono stati "il momento in cui si è toccato il punto più basso. Non solo per la stima e l'affetto per Napolitano ma perché la dimensione dell'odio andava oltre il rispetto della civiltà politica, si andava verso l'odio personale , una sorta di furore cieco e carico di cattiveria che non è quello a cui l'Italia voleva essere chiamata". Poi la stoccata: "Mi ha molto colpito un fatto: che in streaming si fanno i dibattiti, a trovare i populisti inglesi si va di nascosto". Il riferimento è alla trasferta di ieri di Beppe Grillo a Bruxelles, e dell'incontro con Nigel Farage, leader Ukip.

"Abbiamo il dovere di dire che la risposta che l'Europa ha dato alla crisi non è stata sufficiente alle attese dei cittadini europei - insiste il leader Pd -. L'Europa cambia perché l'alternativa al cambiamento dell'Europa è l'Europa che non si salva. Il nostro compito è aprire una discussione sulla politica economica, ieri il ministro Pier Carlo Padoan ha preannunciato una serie di considerazioni. Una riflessione è opportuna, l'Italia in Europa deve tracciare la strada non seguirla, dobbiamo essere leader e non follower". Poi la domanda: "E' maturo oggi il tempo per un ripensamento" dell'impostazione dell'Ue? "Lo vedremo nelle prossime settimane".

"Prima delle dissertazioni sui nomi è importante capire se le idee che il Pse ha espresso sono ancora valide oppure no - prosegue Renzi -. Siamo il primo partito del Pse non per andare a mettere bandierine con i nomi, è fisiologico ma il nostro compito è richiamare il Pse a quanto detto in campagna elettorale che è per noi fondamentale e per cui siamo entrati nel Pse".

"Il tempo delle riforme è questo: nessun rinvio, non perché siamo schizofrenici ma perché comprendiamo che la capacità di fare le riforme consente all'Italia di essere attrattiva". Poi Renzi prosegue: le riforme costituzionali e della legge elettorale devono procedere rapidamente ed "entro l'estate" l'Italicum deve essere approvato. "Mi auguro, penso, credo che la riforma del Senato riprenda rapidamente il proprio corso nella discussione. Subito dopo, e comunque entro l'estate, dobbiamo chiudere il capitolo legge elettorale". Poi ha precisato: "Non fare la legge elettorale per andare a votare... a parte che agli altri è passata la voglia di andare a votare... noi non siamo in ansia da prestazione. Proponiamo di farla subito dopo il passaggio in Senato sulla riforma costituzionale".

E proprio sul Senato, poco prima che iniziasse la direzione, il partito ha aperto a modifiche al testo delle riforme costituzionali in discussione al Senato. A poche ore dalla scadenza per la presentazione degli emendamenti - oggi alle 18 - i senatori Andrea Marcucci, coordinatore dei senatori renziani, e Franco Mirabelli, coordinatore di Areadem, hanno presentato a Palazzo Madama un emendamento che introduce l'elezione indiretta dei senatori. Il testo ricalcherebbe il modello del Senato francese e prevede che una platea di amministratori locali elegga il nuovo Senato. Di fatto si tratta di una proposta di mediazione tra il testo originario del governo e quello per il Senato elettivo a firma Vannino Chiti.

Il governo intende procedere rapidamente non solo sulle riforme istituzionali e della legge elettorale, ma anche sulle principali misure economiche, a cominciare dal lavoro che è "la madre di tutte le battaglie". Lo dice Renzi, che poi continua: "Portare avanti le riforme su agricoltura, terzo settore, la riforma della pubblica amministrazione. C'è il tema della delega fiscale, il tema della giustizia che il ministro Andrea Orlando si accinge a presentare al governo a giugno. E c'è la madre di tutte le battaglie che è la riforma del lavoro: il decreto Poletti un primo momento di sintesi molto importante, ma ora bisogna andare avanti".

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