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Renzi ricomincia dal Pd

Renzi ricomincia dal Pd
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Renzi si sta giocando in questi giorni il suo futuro politico ma anche quello “normale” perché la sua figura anomala ha prodotto una netta divisione tra chi lo considera un eroe e chi lo considera un pericoloso traditore e questo proprio nel suo popolo nel Pd.

Figura anomala dicevamo e che infatti ha seguito una sua traiettoria del tutto anomala.

Succeduto a Letta Nipote per via di primarie interne è assorto all’empireo mondiale divenendo l’amico più fidato dell’ex Presidente Usa Obama per poi giocarsi -in un eccesso di troppa baldanza- tutto in un referendum in cui ha commesso molti errori comunicativi.

Ma non è finito come si poteva pensare solo otto giorni fa nell’auto – fustigatorio e mogio discorso di domenica notte.

L’Uomo dell’Arno si è ripreso subito ed ha cominciato a tessere la sua tela ed un primo risultato l’ha ottenuto. Chiedendo a gran voce un governo di salute pubblica che sapeva sarebbe stato subito rifiutato da Lega e Cinque Stelle si è aperto la strada verso la candidatura Gentiloni con suoi uomini a presidiare il Palazzo ma ha dovuto cedere sulle elezioni subito stoppato da Mattarella.

Ora la sua partita la giocherà ¼ al governo ma per ¾ nel partito e si tratta di due tavoli da gioco uniti nel senso che i risultati di uno influenzeranno quelli dell’altro.

Renzi sa che per avere chance di tornare al potere deve votare più presto possibile compatibilmente con i tempi per una legge elettorale.

La sua minoranza Pd e soprattutto i parlamentari a caccia della pensione (che maturerà a settembre) non ci pensano proprio.

Però se si farà il Congresso a breve come lui chiede e quindi le primarie poi le “carte” delle liste elettorali le distribuirà lui.

Per questo molti pezzi da 90 del partito saggiamente tacciono in attesa di futuri sviluppi per non compromettersi con una mossa sbagliata.

Domenica prossima l’assemblea del Pd potrà servire a chiarire le idee.