Il ritorno sulla scena politica di Silvio Berlusconi che ieri ha parlato di centro – destra unito e determinato a vincere le elezioni è un segnale di riequilibrio della politica nazionale che negli ultimi tempi ha visto più un bipolarismo di fatto tra Pd e M5S che il famoso tripolarismo.
Adesso la situazione è di nuovo equilibrata su tre appunto “poli” che cubano ognuno circa il 30 % dei voti.
Questo significa che se rimane il sistema di voto uscito dalle incursioni della Consulta e cioè -di fatto- un proporzionale puro i giochi con molta probabilità si faranno come nella vecchia Prima Repubblica dentro il Palazzo e non fuori vista la quasi impossibilità di prendere un premio di maggioranza fissato al 40% oltretutto per la lista e non per la coalizione.
E poiché a questo punto le alleanze indigeste è meglio farle dopo che prima per non perdere voti è chiaro che uno dei tre poli si dovrà alleare con l’altro e magari pure con qualche cespuglietto di insalata che serve sempre a fare il piatto completo dle 51 %.
Le possibilità ce le dà la matematica combinatoria più che la politica.
Vediamole.
1) alleanza Pd – M5S
In pratica impossibile a causa di una visione diametralmente opposta su tutto. L’unica possibilità remota sarebbe che Michele Emiliano vinca le primarie e apra -come ha annunciato- a Grillo.
Ma si tratta di pura fantapolitica visto che oltretutto i sondaggi pongono il candidato magistrato all’ultimo posto.
2) alleanza Pd – Centro – destra
Questa ipotesi ha un po’ più d senso perché comunque è stata già praticata nelle passate legislature a partire dal sostegno al governo Monti pe giungere a quello al governo Letta con il Patto del Nazareno.
3) alleanza Centro – destra M5S
Questa è l’unica ipotesi che ha un senso politico su base programmatica visto che sui grandi temi come la critica all’ Europa e all’euro c’è molta comunanza tra Grillo e Salvini anche se non con Berlusconi che però ha ottima flessibilità politica.
Questo fatto lo ha capito anche Grillo che ha dato ordine a Di Maio di incominciare a parlare di possibili alleanze su base programmatica.
Perché una cosa è l’ideale e una cosa è governare.

