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Pennetta al dente per Renzi

Il più arrabbiato di tutti è Michele Emiliano. Piacione e presenzialista com’è, il neo-presidente della Regione Puglia avrebbe probabilmente voluto andarci lui a New York a festeggiare la finale di tennis tutta italiana e tutta pugliese tra la Pennetta e la Vinci…

Di Angelo Maria Perrino

Il più arrabbiato di tutti è Michele Emiliano. Piacione e presenzialista com’è, il neo-presidente della Regione Puglia avrebbe probabilmente voluto andarci lui a New York a festeggiare la finale di tennis tutta italiana e tutta pugliese tra la Pennetta e la Vinci. Invece l’inaugurazione della Fiera del Levante lo ha inchiodato lì, con l’insolita grisaglia delle cerimonie indosso e la sedia vuota di Matteo Renzi, premier attesissimo nella città di San Nicola e delle orecchiette, per una manifestazione che nessun presidente del Consiglio ha mai trascurato sin dai tempi di Aldo Moro, significando storicamente la ripresa della stagione politica dopo le ferie estive.

Ma Renzi alle prime ore del mattino ha fatto marameo (anche alla Coca Cola che lo aspettava a Verona per i 40 anni della sua prima fabbrica in Italia) e anziché prendere l’aereo per Bari (dove avrebbe incrociato perfino Sharon Stone in missione umanitaria nel Tavoliere) ha preso il volo per New York. E alle annunciate reprimende di Emiliano sulla Buona Scuola e sul Frecciarossa che si ferma a Bari e taglia fuori il Salento, il capo del governo ha preferito la Pennetta (al dente e non in tv) e la Vinci, impegnate in una singolar tenzone tutta pugliese che proietterà l’immagine dell’Italia e del suo tacco lungo e sexi in tutto il mondo.

Un proscenio da non mancare per un premier che vuole accrescere la sua notorietà, ad onta dei rosiconi italiani, da Salvini ai grillini, che hanno contestato la sua scelta con parole pesanti, provinciali, sopra le righe e un po’ fuori posto.

Ha fatto bene Renzi, l’occasione è unica e storica. L’avrebbe fatto anche Angela Merkel, che non buca mai questi eventi sportivi nonostante il suo rigore. Lo fece nell’82 l’allora capo dello Stato, l’ex partigiano, mito della sinistra, Sandro Pertini, un altro gran piacione, quando si fiondò in Spagna subodorando il successo dell’Italia di Bearzot, Zoff e Scirea nei Mondiali di calcio e bucò i teleschermi di mezzo pianeta con i suoi gesti pittoreschi e la sua scopetta sull’aereo. L’Italia oggi è a New York, con le sue due atlete pugliesi, a festeggiare un successo tutto tricolore che è ancor più saporito in quanto tutto femminile, in uno sport finora appannaggio prevalente del sesso forte. Si mettano l’anima in pace i rosiconi, comunque vada sarà un successo. Per l’Italia, per la Puglia e per Renzi.

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