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Politica
Alessandra Moretti

Le parole di Matteo Renzi a favore del governo col Pdl spaccano il partito e rischiano di portarlo a una clamorosa scissione. Alessandra Moretti, ex portavoce di Pierluigi Bersani durante la campagna elettorale delle primarie, con un'intervista ad Affaritaliani.it, spiega bene lo stato d'animo di numerosi esponenti democratici che interpretano le parole del sindaco di Firenze come una pugnalata alla schiena del segretario. Per la parlamentare vicentina "Renzi e Berlusconi paiono avere la stessa posizione. Se il sindaco vuole fare un governo col Pdl lo faccia. Il Pd ha un'altra visione delle cose confermata dalla decisione della direzione nazionale che ha ribadito il nostro no agli inciuci tra Pd e Pdl ". Renzi dovrebbe uscire dal Pd e formare un nuovo partito? "Non lo so e non lo decido io, ma la sua posizione adesso è chiara. Il sindaco di Firenze si prenderà la responsabilità di provare a fare l'accordo col Pdl". Poi nega possibili spaccature del Pd: "Il partito è compatto sul no all'alleanza con Berlusconi. Intendiamo però fare col Pdl le riforme costituzionali. Se avessimo voluto fare un governissimo l'avremmo già fatto, ma siamo convinti che non serva all'Italia"

Anche Davide Zoggia, della segreteria nazionale Pd, ricalca le parole della Moretti e attacca il sindaco toscano: "Se Renzi vuole governare con il Cavaliere si accomodi. Ma è disonesto intellettualmente attribuire a chicchessia l'impasse istituzionale. L'impasse deriva dall'incrocio delle scadenze con l'elezione del Presidente della Repubblica. Il Pd - sottolinea – è ottimista sulla possibilità di far nascere un governo di cambiamento. L'alternativa tra governissimo col Pdl o voto - avverte - è la proposta che Berlusconi ossessivamente lancia dal primo giorno".

Ma dietro l'unanimismo di facciata nel Pd sono in molti a condividere le parole del rottamatore. Inoltre anche gli ultimi sondaggi mostrano un'ascesa formidabile tra gli italiani delle quotazione del giovane sindaco mentre di converso mostrano un Bersani in netto calo. In sostanza l'uscita pubblica di Renzi a favore dell'”abbraccio mortale” col Cavaliere, avvicina il Pd a un redde rationem dagli esiti imprevedibili. Una cosa è certa, se prevalesse la linea renziana il partito di spaccherebbe in mille rivoli. I primi ad uscirne sarebbero i fedelissimi del segretario, con in testa il responsabile economico Stefano Fassina e i suoi giovani turchi. Che sarebbero pronti a rifugiarsi nelle braccia di Vendola che  guarda sempre più preoccupato alle spaccature del Pd e rifugge qualsiasi apertura al governissimo. L'effetto domino delle bordate di Renzi sembra ormai inarrestabile.

Daniele Riosa (@DanieleRiosa)

 

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