“Non ho nulla da commentare. Sono scelte editoriali, scelte del giornale. Facciano quello che vogliono. Non spetta a me né giudicare né commentare, anche in virtù del mio ruolo, le scelte che fa un editore sulla direzione del giornale. Punto”. Il sottosegretario alla presidenza del Consiglio con delega all’Editoria, Vito Crimi, intervistato da Affaritaliani.it, parla del cambio di direzione al quotidiano La Repubblica. “Auguro a Calabresi di proseguire il suo percorso in qualche altro luogo altrettanto autorevole, e basta”, afferma l’esponente del Movimento 5 Stelle.
E al nuovo direttore Carlo Verdelli che cosa dice? “Non so neanche che cosa augurare… considerando l’andazzo di Repubblica degli” ultimi anni. Non lo so, forse solo buona fortuna posso dire”, risponde Crimi. Repubblica non è stato un giornale amico del governo del Cambiamento in questi mesi… “Non si tratta di essere amico o meno del governo, si tratta di essere obiettivi o non obiettivi”, argomenta il sottosegretario alla presidenza del Consiglio con delega all’Editoria. “Repubblica, così come il Corriere, a mio avviso non è stata obiettiva. Ha fatto politica. E secondo me un giornale non dovrebbe fare politica e se le lo fa dovrebbe dichiararlo nei suoi intenti in modo che sia chiaro ai suo lettori”, conclude Crimi.

