A- A+
Politica
Renzi-Berlusconi: la verità. Il nodo è il 3% tanto caro ad Alfano


Di Alberto Maggi (@AlbertoMaggi74)


La sfida sulla legge elettorale è una vera partita di poker tra Matteo Renzi e Silvio Berlusconi. Primo punto. Con il vertice di maggioranza di lunedì sera il premier ha dimostrato all'ex premier che la maggioranza c'è pure al Senato, considerando anche i 15 dissidenti M5S e la posizione non di chiusura di Sel, ridimensionando il potere di veto di Forza Italia.

Questo elemento è un punto di forza per il leader dem nella trattativa a due e sarà fatto pesare anche nel vertice che si terrà oggi a Roma. Lorenzo Guerini lo ha detto apertamente, "chi ci sta ci sta e le stagioni si aprono e si chiudono". Berlusconi ha capito il messaggio e per questo non ha rotto il Patto del Nazareno, ma si è limitato a tenere una posizione critica. La verità - come spiega molto bene ad Affaritaliani.it una fonte qualificata del Pd - è che sul premio alla lista e non alla coalizione non c'è alcuna trattativa. Prendere o lasciare. Ma questo punto è strettamente legato allo sbarramento per i partitini.

L'ex Cav non può accettare il 3% uscito dal summit di governo perché, essendo il Centrodestra formato da diverse formazioni e non da una sola come è per il Centrosinistra, lascerebbe ad Alfano e alla Meloni la possibilità di ottenere parlamentari e quindi non avrebbero alcun interesse ad entrare nell'eventuale listone unitario. E qui la trattativa è ancora aperta. Renzi avrebbe accettato il 3% per accontentare il ministro dell'Interno e blindare la maggioranza, ma sarebbe pronto a risalire almeno al 4% per trovare un compromesso con Berlusconi che non faccia naufragare il Patto del Nazareno.

Il 4 o 4,5% andrebbe bene al leader azzurro in quanto obbligherebbe, visti i sondaggi, Ncd e Fratelli d'Italia, ma anche Storace, a non correre da soli alle elezioni politiche. Su gli altri punti c'è poco spazio di manovra. Il 40% per ottenere il premio è bloccato e va bene ad entrambi, mentre sulla questione delle preferenze ci sono due possibili soluzioni. O una parte di parlamentari bloccati e un'altra, più numerosa, scelti con le preferenze, in collegi che potrebbero essere tra 75 e 100, oppure si potrebbe adottare quello che è stato chiamato il lodo Finocchiaro, ovvero un listino a sé di deputati eletti in modo bloccato (massimo il 25%) e gli altri scelti liberamente dai cittadini con le preferenze. Questo garantirebbe Berlusconi, che potrebbe scegliere almeno i fedelissimi, e anche la minoranza Pd che spinge per l'adozione delle preferenze.

Tags:
legge elettorale
in evidenza
Silvio chiede che Mattarella lasci? Risentita reazione del Presidente

Ironia del Web

Silvio chiede che Mattarella lasci?
Risentita reazione del Presidente


in vetrina
Ferrarini sostiene l'economia locale con il progetto "Sapori d’Italia"

Ferrarini sostiene l'economia locale con il progetto "Sapori d’Italia"


casa, immobiliare
motori
Walter Röhrl al revival dell’Olympia Rally '72

Walter Röhrl al revival dell’Olympia Rally '72


Testata giornalistica registrata - Direttore responsabile Angelo Maria Perrino - Reg. Trib. di Milano n° 210 dell'11 aprile 1996 - P.I. 11321290154

© 1996 - 2021 Uomini & Affari S.r.l. Tutti i diritti sono riservati

Per la tua pubblicità sul sito: Clicca qui

Contatti

Cookie Policy Privacy Policy

Cambia il consenso

Affaritaliani, prima di pubblicare foto, video o testi da internet, compie tutte le opportune verifiche al fine di accertarne il libero regime di circolazione e non violare i diritti di autore o altri diritti esclusivi di terzi. Per segnalare alla redazione eventuali errori nell'uso del materiale riservato, scriveteci a segnalafoto@affaritaliani.it: provvederemo prontamente alla rimozione del materiale lesivo di diritti di terzi.