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Aumento delle tasse (nascosto). Ecco quello che Renzi non dice

“Le tasse non aumenteranno. Gli italiani possono stare tranquilli”, sentenzia alla tv un abbronzato Matteo Renzi. Dobbiamo credergli? E’ proprio così? Mah, qualche motivo per preoccuparsi c’è

Una fonte del Pd, proprio il partito del premier, spiega ad Affaritaliani.it come il governo potrebbe intervenire (su due fronti) mettendo di fatto le mani nelle tasche degli italiani. Anche se non in modo diretto. Il retroscena

Di Alberto Maggi (@AlbertoMaggi74)

Le tasse non aumenteranno. Gli italiani possono stare tranquilli“, sentenzia alla tv un abbronzato Matteo Renzi. Dobbiamo credergli? E’ proprio così? Mah, forse è il caso di preoccuparsi, almeno un po’. E’ vero che quasi certamente non ci sarà la manovra correttiva e che il bonus di 80 euro verrà confermato (e forse anche esteso), senza contare la smentita al taglio delle pensioni e l’ok al rinnovo dei contratti degli statali, ma non è tutto oro quello che luccica. Nella Legge di Stabilità l’esecutivo dovrà trovare almeno 15-16 miliardi di euro e la litania sulla spending review non convince moltissimo. Tanto meno quella sulla lotta all’evasione fiscale. Non a caso una fonte del Partito Democratico, proprio il Pd di Renzi, spiega ad Affaritaliani.it – rigorosamente a microfono spento – quelli che potrebbero (anzi, che quasi certamente saranno) gli interventi del governo per reperire i fondi necessari.

Il primo riguarda la riduzione delle detrazioni fiscali. Nel 2011 erano stati censiti 264 miliardi di euro, ora, con un intervento mirato e non lineare, si punta a recuperare qualche miliardi, quattro o cinque. C’è di tutto in questa voce, dall’Iva agevolata ai bonus per i figli a carico. Il ministero dell’Economia sceglierà, d’intesa con Palazzo Chigi, dove operare il blitz. Il secondo punto riguarda la Tasi. Nel 2015, in pochi se lo ricordano, scatta il “liberi tutti” per i Comuni e quindi non ci saranno più tetti né sulla prima né sulla seconda casa. Ed è probabile che una delle misure di Renzi in autunno sia un’ulteriore riduzione dei trasferimenti agli enti locali, che, di conseguenza, aumenteranno l’imposta sugli immobili per recuperare quegli introiti che non arriveranno più da Roma. Ecco che, nonostante le rassicurazioni del premier, l’aumento delle tasse – di fatto “mascherato” e non diretto – ci sarà. Autunno caldo? Magari sarà anche bollente…