Politica
Riforme, quando diventano un fatto privato
Di Adriana Santacroce
Ci hanno detto che le riforme, come quella del Senato, servono ad avere procedimenti legislativi più snelli e a renderci più credibili in Europa. In fondo, a modificare il bicameralismo, ci avevano provato in molti e il fatto di essere arrivati quasi alla fine è, senza dubbio, un traguardo. Certo, il problema è, soprattutto, come questo viene modificato. Andiamo a stare meglio o a stare peggio? Io questa volta vorrei riflettere non tanto sul merito ma sul metodo con cui la riforma viene affrontata.
Primo. Il Nazareno aveva siglato un accordo tra Pd e Forza Italia che ha permesso la modifica della Legge elettorale e un bel pezzo della modifica del Senato. Il fatto che, poi, il patto sia stato sciolto non mi farà mai capire perché il premio di lista e i senatori non eletti prima andavano bene e ora non più. La posizione di Forza Italia è incomprensibile nei contenuti. O queste riforme sono utili al Paese, sempre, o non lo sono. Altrimenti viene il sospetto che siano utili solo ai partiti.
Secondo. Calderoli che presenta 80 milioni di emendamenti per intralciare la modifica del Senato ha del ridicolo. Ma soprattutto travalica quello che è la democrazia. Bene ha fatto Salvini a stigmatizzarlo. Anche se a suo modo. Anche qui sfugge quale sia l'interesse del Paese.
Terzo. La minoranza PD ha fatto fuoco e fiamme e alla fine ha ceduto per un piatto lenticchie che, peraltro, non si vede nemmeno. Ho trovato una dichiarazione di Gotor, esponente delle minoranza, di questa estate, in cui diceva che l'elezione indiretta, con un listino presentato dal candidato governatore, era una proposta inadeguata. Peccato che l'accordo a cui maggioranza e minoranza sono arrivati è proprio quella del listino. E, ora, lo stesso Gotor dice che è stato raggiunto un ottimo punto di incontro. E che il Pd è più unito che mai. Per non parlare di Bersani che ha parlato di 'successo' per il Pd. Ma come? Prima l'elezione indiretta era una boiata e ora è un successo? Un elenco di persone nominate dai candidati governatori andrà in Senato e questo vuol dire che saranno eletti? Che era la questione imprescindibile per la minoranza? Io sono davvero esterrefatta. Si parla di posti nelle Commissioni, di rimpasti per ricompensare Bersani e co. Non lo so. Ma non stupiamoci se sempre più gente non va a votare quando sente che gli interessi di bottega prevalgono su quelli del Paese.
Infine. A proposito di ricompense. Dobbiamo smettere di pensare che quando esponenti di 'sinistra' passano a destra sono dei venduti e quando accade il contrario sono dei responsabili che hanno a cuore il bene comune. Sono opportunisti in entrambi i casi. Non c'è superiorità morale da nessuna delle due parti. Ma non solo. Se il senatore Romani parla di 'oscura campagna acquisti del gruppo neo costituito' forse è il caso che si vada a fondo per capire cosa succede a chi raggiunge Verdini e co. A nessuno piace andare a casa, certo. E l'avanzamento delle riforme aiuterebbe la legislatura ad arrivare in fondo. Ma addirittura avere posti o soldi in cambio. Questo sarebbe un reato. Qualcuno, per favore, se ne occupi.
@AdriSantacroce
