Riforme, sì della Camera al ddl Boschi. Il testo ritorna al Senato - Affaritaliani.it

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Riforme, sì della Camera al ddl Boschi. Il testo ritorna al Senato

Sì della Camera al ddl per le riforme costituzionali, che il premier Matteo Renzi ha definito "la madre di tutte le battaglie", passato senza modifiche rispetto al testo approvato dal Senato il 13 ottobre scorso. Il provvedimento è stato approvato con 367 sì, 194 no e 5 astenuti. A favore hanno votato Pd, Area popolare, Scelta civica, Ala, Democrazia solidale-Centro democratico, Psi. Voto contrario da M5s, Sinistra italiana-Sel, Lega Nord, Forza Italia, Fdi-An, Alternativa libera-possibile, Conservatori e riformisti. Il disegno di legge costituzionale dovrà ora passare nuovamente al vaglio del Senato e ritornare, per il via libera definitivo, alla Camera. Secondo quanto prescrive l'articolo 138 della Costituzione, infatti, nelle due ultime votazioni senatori e deputati dovranno pronunciarsi a maggioranza assoluta, con un "sì" o un "no" secchi, senza possibilità di ulteriori emendamenti. I due passaggi avverranno intorno al 20 gennaio in Senato e nella seconda metà di aprile alla Camera.

Il referendum. Una volta approvata la legge, entro tre mesi dalla pubblicazione un quinto dei membri di una Camera, cinquecentomila elettori o cinque consigli regionali possono chiedere che sia sottoposta a referendum confermativo. La legge è promulgata solo se è stata approvata dal corpo elettorale con la maggioranza dei voti validi, nel caso sia stata sottoposta a referendum, o se sono decorsi i tre mesi dalla pubblicazione senza che il referendum sia stato richiesto. E lo stesso Renzi ha annunciato che a chiederlo saranno proprio i parlamentari del Pd. Una decisione questa che ha spinto i contrari alla riforma a criticare Renzi accusandolo di voler trasformare il referendum in un "plebiscito". Intervistato dal Tg1, Renzi ha replicato all'accusa: il referendum, ha osservato, "non è un plebiscito". "Io penso che gli italiani staranno dalla nostra parte, ma - ha concluso - la parola finale ce l'hanno loro e io sono pronto io sono pronto ad assumermi le mie responsabilità".

Il Comitato per il No: i numeri già ci sono. Questa mattina il Comitato per il "No" alle riforme si è riunito anch'esso alla Camera in un'ampia sala messa a disposizione dalla presidente Laura Boldrini. A intervenire alcuni importanti costituzionalisti che hanno difeso l'attuale bicameralismo perfetto, come Gustavo Zagrebelsy e Stefano Rodotà. Il Comitato ha poi confermato che è già stata raggiunta la quota necessaria di deputati per chiedere il referendum, pari a 126 (che è appunto un quinto di 630, il totale degli eletti alla Camera).

La protesta del M5s. Durante le dichiarazioni di voto, il deputato del M5s Danilo Toninelli ha concluso il suo intervento con la frase: "Stiamo arrivando, viva l'Italia". E ha cominciato a sventolare una bandiera italiana, imitato dai colleghi di partito che hanno espoto cartelli col tricolore. Boldrini ha chiesto ai pentastellati di riporre le bandiere e con l'aiuto dei commessi la situazione è tornata presto alla normalità.