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Politica


Duro scontro, al vertice di maggioranza di questa mattina, tra i capigruppo del Pd e del Pdl alla Camera. A quanto si e' appreso, la discussione tra Roberto Speranza e Renato Brunetta e' stata molto accesa, con toni pesanti. Brunetta ha rinnovato la richiesta del Pdl di modifiche minime al Porcellum, ma Speranza ha alzato un muro: il Pd, ha chiarito alzando la voce, non accettera' revisioni minime dell'attuale sistema elettorale. Di fronte allo stallo e a due posizioni cosi' lontane, sempre a quanto riferito, e' probabile che nel pomeriggio vi sia un nuovo vertice di maggioranza. - "C'e' ampia condivisione sul percorso - conferma il capogruppo del Pdl alla Camera, Renato Brunetta - ma restano da sciogliere ancora due nodi: sulla clausola di salvaguardia e sul Comitato dei 40. Noi chiediamo - spiega - che il Comitato sia assolutamente proporzionale ai voti presi dai partiti alle elezioni politiche", senza considerare dunque il premio di maggioranza assegnato al Pd "perche' quello serve per governare".

Brunetta ammette che "questo tema non e' stato ancora sciolto, perche' il Pd alla Camera ha ottenuto un super premio di maggioranza che moltiplica per tre i suoi numeri, anche se c'e' stato un sostanziale pareggio con il Pdl". Da qui la richiesta del partito di via dell'Umilta' di "avere lo stesso numero di componenti tra Pd e Pdl nel Comitato dei 40. Dopodiche' entrambi, per garantire la giusta rappresentanza a tutte le forze, si sacrificheranno a favore delle minoranze". Per il capogruppo del Pd al Senato, Luigi Zanda "bisogna procedere con equilibrio e trovare un modo per riproporzionalizzare la presenza dei partiti, ma tenendo conto del numero effettivo dei parlamentari".

Il Pdl torna a mettere i paletti sulla legge elettorale: nella mozione che sara' votata domani da Camera e Senato deve essere specificato che si procedera' a "modifiche minime, una riforma minimalista" del Porcellum. Di diverso avviso il Pd, che invece non vuole sia circoscritto il campo d'azione. E' quanto viene spiegato al termine del vertice tra governo e maggioranza al Senato dai capigruppo del Pdl, Renato Brunetta e del Pd Luigi Zanda. "Resta il nodo della clausola di salvaguardia: se farla, come farla e con quale ampiezza", scandisce il capogruppo del Pdl alla Camera, Renato Brunetta, al termine del vertice al Senato. Al centro della divergenza netta tra Pd e Pdl c'e' infatti l'ampiezza degli interventi da fare sul Porcellum per metterlo in sicurezza, come chiesto piu' volte dal premier Letta. Il Pdl e' per "modifiche minimaliste", il Pd resta dell'avviso che sia necessario un intervento piu' ampio, arrivando ad ipotizzare una totale abrogazione del Porcellum e una reintroduzione del Mattarellum seppure opportunamente modificato. Questo il 'pomo della discordia' che ha trovato contrapposti anche oggi i due azionisti di maggioranza del governo. "Il tema - insiste Brunetta - e' se anticipare o meno gli eventuali pronunciamenti della Corte. Si tratta di decidere con chiarezza da subito come e quanto intervenire sul Porcellum, altrimenti - mette in guardia Brunetta - rischiano di collassare tutte le riforme". Insomma, conclude il capogruppo, "il Pdl ha sempre detto che devono essere riforme minimaliste al Porcellum, una safety net come ha detto il premier. E' stato il Pd ad allargarsi dicendo che voleva il Mattarellum. Si deve fare chiarezza su questo punto o il rischio e' che si inquini e intossichi il lavoro del Comitato dei 40". Di diverso avviso il Pd che, con il capogruppo al Senato, Luigi Zanda, spiega: le modifiche alla legge elettorale "sono tema sostanzioso e penso che nella mozione non debba essere indicata quale sara' la formula della legge elettorale. Questo va fatto in una discussione separata e al di fuori della mozione". In sostanza, il Pd non vuole che venga circoscritto, nero su bianco nella mozione che sara' votata domani, il campo d'azione sul Porcellum. "Nel Pd - aggiunge Zanda - c'e' unanimita' sulla necessita' di togliere il Porcellum. Se mi chiedete cosa preferisco tra Porcellum e Mattarellum dico mille volte meglio il secondo, ma se mi chiedete quale legge preferisco, dico il doppio turno con collegi uninominali".

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