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berlusconi cieco

Era cosa nota a tutti che Silvio Berlusconi, all'indomani della sentenza di condanna a sette anni in primo grado del Tribunale di Milano nell'ambito del "Ruby gate", avrebbe spinto l'acceleratore sulla riforma della giustizia nel tentativo di inserirla, contrariamente al programma di Letta, tra le priorità dell'esecutivo di larghe intese. E così è stato. E' bastato un blitz del Pdl sotto forma di emendamento al ddl sulle riforme. Al grido "La magistratura va riformata", il partito del Cavaliere chiede di includere anche il capitolo giustizia tra gli interventi che il comitato per le riforme costituzionali deve elaborare.

Il Pdl ha quindi depositato in commissione Affari Costituzionali al Senato un emendamento al ddl di iniziativa governativa che istituisce il comitato per le riforme. L'emendamento, a quanto apprende l'agenzia Dire, è il 2.12, a prima firma del capogruppo al Senato del Pdl in prima commissione Donato Bruno, e propone che anche il titolo quarto della Costituzione, quello sulla disciplina costituzionale della magistratura, rientri tra le materie di competenze del comitato.

All'indomani della sentenza sul caso Ruby, salta così l'accordo preventivo di maggioranza che teneva fuori il capitolo giustizia dal disegno riformatore.

L'emendamento del Pdl (a firma Bruno, Alberti Casellati, Bernini, Bonaiuti, Fazzone, D'AlÌ, Repetti, Zanettin, Paolo Romani, Giuseppe Esposito) chiede che "al comma 1" dell'articolo 2 del ddl, si sostituiscano "le parole: "degli articoli di cui ai titoli i, ii, iii e v della parte seconda della costituzione" con le seguenti: "degli articoli di cui alla parte seconda della costituzione".
 

ANM, NON TOCCARE INDIPENDENZA TOGHE  - "L'attuale sistema previsto dal titolo IV della Costituzione disegna un architrave che garantisce l'autonomia della giurisdizione: e' un principio che non va toccato, perche' e' garanzia per il cittadino". A rilevarlo e' il presidente dell'Anm, Rodolfo Sabelli, commentando l'emendamento presentato dal Pdl che vorrebbe inserire tra le riforme costituzionali anche la materia riguardante la magistratura.

PD, NO A PIRATERIA PDL - "La presentazione dell'emendamento al ddl costituzionale che allarga il campo di intervento del Comitato per le Riforme e' uno strappo inaccettabile. Il ddl costituzionale proposto dal governo traccia un percorso gia' definito e condiviso che riguarda materie come la forma di governo, il bicameralismo, nonche' coerenti progetti di legge ordinaria di riforma dei sistemi elettorali". Per questo Danilo Leva, presidente Forum Giustizia, e Alfredo D'Attorre, responsabile Riforme politiche istituzionali della Segreteria nazionale Pd, affermano che "per il Partito democratico la riforma della giustizia non e' un tabu', ma non si puo' prescindere da quelle che sono le garanzie di indipendenza della magistratura sancite dalla Carta Costituzionale". "La giustizia - concludono - non puo' essere il terreno su cui scaricare vicende estranee agli obiettivi di riforma e ammodernamento dell'assetto istituzionale".

FRANCESCHINI, STUPORE PER NO OPPOSIZIONI DDL IN AULA - Il ddl costituzionale sulle riforme approdi al piu' presto nell'aula della Camera. E' la posizione espressa dal governo, con Dario Franceschini, nella Conferenza dei capigruppo di Montecitorio. Il ministro per i Rapporti con il Parlamento si e' detto "particolarmente stupito che le forze di opposizione abbiano chiesto di non calendarizzarlo". Il ddl, ricorda, e' il frutto "di una mozione che e' un atto parlamentare - ha aggiunto - e le riforme sono un interesse condiviso". In Conferenza dei capigruppo "noi abbiamo insistito per la calendarizzazione del ddl costituzionale", ha sottolineato Franceschini.

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