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Riforme, confronto sulla legge elettorale. “Ok a mozione senza ritocchi al Porcellum”

Accordo sulla composizione del Comitato dei 40, ma rinvio dello scontro sulla legge elettorale. E’ questa la mediazione raggiunta in seno alla maggioranza dopo che il vertice con il governo aveva lasciato aperti questi due nodi in un crescendo di scambi di accuse e tensioni. Da un lato, aveva spiegato il ministro dei Rapporti con il Parlamento Dario Franceschini, c’e la questione “dell’ampiezza o meno della clausola di salvaguardia” sulla legge elettorale, dall’altro la “riproporzionalizzazione della Commissione dei 40 rispetto alla presenza di Pd-Pdl”.

‘Stralciare’ la riforma elettorale dalla mozione di maggioranza che sara’ votata dal Parlamento e con la quale i partiti che sostengono l’esecutivo impegnano il governo ad avviare il percorso delle riforme istituzionali, e’ stato il punto di caduta per raggiungere una mediazione tra le posizioni divergenti di Pd e Pdl. Fonti presenti al vertice, che si e’ svolto alla Camera, spiegano infatti che alla fine – al di la’ di singole posizioni – si e’ convenuto di non inserire nella mozione alcun riferimento alla legge elettorale nel suo complesso, ne’ tantomeno alla cosiddetta clausola di salvaguardia.

L’unico appunto che rimanda in un senso molto lato al sistema di voto dovrebbe essere quello in cui si dice che la legge elettorale va modificata. Il senso della mozione, in sostanza, dovrebbe essere piu’ o meno cosi: il governo si sta occupando del percorso delle riforme istituzionali, ma – si specifica – la riforma elettorale e’ di pura pertinenza parlamentare. Per questo, non sara’ inserita nella mozione, in quanto l’iniziativa spetta alle Camere e non al governo. Durante il vertice, spiegano le stesse fonti, il capogruppo del Pdl al Senato, Renato Schifani, ha convenuto su questa formulazione di mediazione. Poi, al termine del vertice, il suo omologo alla Camera, Renato Brunetta, ha tenuto a precisare di “non aver firmato ancora nulla”. Fonti Pd fanno tuttavia rilevare che il testo della mozione non e’ ancora definitivo si cerca la condivisione delle opposizioni. L’obiettivo, comunque, e’ di stendere il testo definitivo gia’ questa sera, anche se i regolamenti parlamentari consento che i testi delle mozioni possano essere depositati sino a prima delle repliche che domani svolgera’ il premier Letta in Aula. Lo scopo di chiudere il testo della mozione questa sera e’ quello, spiegano sempre fonti Pd, di evitare che ci siano nuovi attriti in seno alla maggioranza.

La maggioranza ha raggiunto l’accordo anche in merito all’altro nodo che era rimasto da sciogliere, ovvero la composizione del Comitato dei 40. La mediazione, riferisce Pino Pisicchio, e’ stata raggiunta con la decisione di inserire nella mozione un riferimento alla proporzionalita’ della composizione del Comitato, “cioe’ che rispecchi i gruppi e il consenso elettorale ottenuto alle elezioni”.

Nella mozione, sottolinea Pisicchio, per quel che riguarda il Comitato dei 40, “ci sara’ un riferimento alla proporzionalita’ che deve rispecchiare i gruppi e il consenso elettorale”. Inoltre, “nel testo finale della mozione credo che ci sara’ un riferimento anche all’abbreviazione dei tempi, da tre mesi a due mesi, che devono intercorrere tra le letture delle riforme tra i due rami del Parlamento. L’importante – conclude Pisicchio – e’ che il complesso rispecchia l’art. 138″. Viene confermata la funzione referente del Comitato e non redigente”.