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gaetano quagliariello

Il ministro delle Riforme, Gaetano Quagliariello, definisce il cronoprogramma e le tappe dell'iter delle riforme che dovra' essere completato entro i prossimi 18 mesi. "Questo tempo andra' assolutamente rispettato", dice Quagliariello in una conferenza stampa. A fine maggio del 2014 ci dovrebbe essere la prima lettura alla Camera, per gli inizi di settembre la prima lettura al Senato, per l'ottobre del 2014 la seconda deliberazione delle Camere e poi - ipotizza il ministro delle Riforme - il varo conclusivo.

"Le riforme da noi hanno lo scopo di delegittimare la Costituzione esistente e di dare un po' di sostanza a quella vena di autoritarismo che ci portiamo indietro da sempre, perche' la riforma della forma di governo e' totalmente inutile", afferma Carlassarre. "Il presidenzialismo all'americana non lo vogliono perche' li' i poteri del presidente sono davvero limitati dal Parlamento e dal potere giurisdizionale, e allora c'e' l idea del semipresidenzialismo che vedono come un filone che puo' potare la concentrazione dei poteri in una persona sola. Questa e' l'aspirazione. A questa aspirazione autoritaria - avverte - io non ci sto e quindi la mia idea sarebbe di portare la mia voce dissidente, ma forse - riflette - ho sbagliato ad accettare perche' questa voce dissidente non avra' alcuno spazio". "Io penso che esistano riforme costituzionali assolutamente indispensabili - dice ancora la professoressa Carlassare - la prima di queste e' che il giudizio sulle elezioni non sia dato da una commissione parlamentare ma dalla Corte Costituzionale, altrimenti e' inutile che facciano buone leggi sulla ineleggibilita' quando poi a giudicare e' chi dovrebbe essere valutato".

"Non mi vorrei sottrarre all'idea che si possano fare dei mutamenti specifici e puntuali, ma che non devono toccare l'essenza liberaldemocratica della nostra Costituzione. La nostra e' una democrazia costituzionale e vorrei che restassero saldi entrambi i punti, democrazia e costituzionale, che vuol dire un sistema di limiti al potere e di limiti alla maggioranza. Temo che questa non sia l'intenzione, forse ho sbagliato alla fine ad accettare nelle mie perplessita', perche' l'idea e' quella di poter portare una voce portando argomenti che vengano compresi", e allora "se vedo che questi argomenti trovano sordi gli altri io immediatamente mi dimetto". Intanto, ribadisce, "cambi alla forma di governo assolutamente no, perche' non si possono scaricare sulla Costituzione le incapacita' della classe politica. I partiti hanno perso la bussola e hanno dimenticato tutto quello che c'e' nella Costituzione e che, in qualche modo, gia' segnava un programma. Io vorrei che la attuassero la Costituzione".

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