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Riforme, quorum per soli 4 voti. Le ‘colombe’ accusano i falchi Pdl

Il Senato approva il ddl costituzionale sul Comitato per le riforme costituzionali a maggioranza assoluta con 218 voti ed evita, per soli 4 voti, il possibile ricorso al referendum confermativo che scatta se non si raggiunge il quorum dei due terzi. E’ la seconda deliberazione del Senato, il via libera finale spetta alla Camera, che ha già votato il 10 settembre. E scoppia la bagarre nel Pdl visto che le “colombe” danno colpa dell’agguato ai “falchi”.

“Qualcuno ha tentato di far cadere il Governo – accusa in una nota Roberto Formigoni – Ma il tentativo è fallito. Basta leggere l’elenco dei senatori di maggioranza che si sono astenuti nel voto per l’istituzione del comitato per le riforme, o che pure essendo presenti in aula non hanno votato. Soprattutto all’interno del Pdl è necessario un confronto serio, onesto e definitivo” .

E adesso bisognerà vedere quali saranno le conseguenze nel Pdl. Ieri sera, a Matrix, il ministro Gaetano Quagliariello ha detto a chiare lettere che “se ci sarà una minaccia per il governo, nascerà un altro gruppo, anche se mi auguro che ciò non accada. Ho tutta la determinazione a portare fino in fondo una linea politica”.

Questa mattina è poi arrivata – attraverso il suo ufficio stampa – una precisazione: “Chiunque abbia visto la trasmissione di ieri sera sa che il ministro Quagliariello ha affermato che i gruppi parlamentari si formano sulla base di linee politiche, e che il suo impegno, oltreché il suo auspicio, è affinché non si determini alcuna separazione. Per questo e per tutto il resto, si rimanda all’intervista integrale andata in onda”

Il ministro poi ha insistito sulla legge elettorale: “Sarebbe un’altra Caporetto della politica se fosse la Consulta a cambiarla. Se anche questa volta si fallisce, credo che il governo, con tutte le cautele, debba intervenire”.

Intanto il Senato ha approvato questa mattina, in terza lettura, a maggioranza assoluta con 218 voti, il ddl costituzionale che istituisce il Comitato parlamentare per le riforme costituzionali. E’ la seconda deliberazione del Senato. Il via libera finale spetta alla Camera, che ha già votato il 10 settembre.