Riforme, Renzi: "Sul referendum mi gioco tutto" - Affaritaliani.it

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Riforme, Renzi: "Sul referendum mi gioco tutto"

Renzi, uso strumentale Camere sono 83 milioni di emendamenti

"Io vado nel merito della riforma perche' la parte, diciamo, 'piu' elettorale' ci arriveremo. Su questo mi gioco tutto". Lo ha detto Matteo Renzi conversando con i cronisti alla buvette di Montecitorio poco prima di prendere la parola in Aula sul ddl di riforma costituzionale.

"Se non vi fosse consenso popolare tanto da fare cadere il castello delle riforme su quella principale, e' principio di serieta' politica trarre le conseguenze", ribadisce. A chi gli contesta di aver attivato un referendum confermativo, il presidente del Consiglio ricorda che le regole "non escludono che altri lo chiedano" oltre a chi vi si oppone, invece, e rivendica che l'iniziativa del referendum confermativo e' "frutto di un accordo politico, un accordo della maggioranza di fronte a un lavoro tutt'altro che banale, e noi rispettiamo un impegno preso con i parlamentari".

Quanto poi, punto settimo delle analitiche contestazioni portate in Aula proprio in risposta ai detrattori dell'impianto di riforme, alle accuse di strumentalizzare e personalizzare la partita sulle riforme proprio con il referendum, Renzi ricorda che "la nascita di questo governo e' dovuta al fatto che quello precedente era in stagnazione e l'accettazione dell'incarico da presidente del Consiglio era subordinata all'impegno con il Capo dello Stato e i parlamentari a realizzare una serie di riforme, che possono piacere o non piacere".

"A ottobre sarebbe perfetto e li' sara' fantastico. Sotto il profilo giuridico quello che sta accadendo e' incredibile. Le riforme sono state votate per sei volte al Senato e altrettante alla Camera", ha concluso Renzi.

Matteo Renzi risponde a chi lo accusa di fare uso strumentale del Parlamento: "Si domandino i signori del Parlamento se l'utilizzo strumentale e' quello del governo o quelli di chi presenta 83 milioni di emendamenti con l'unico obiettivo di non discutere quelli su cui si poteva trovare un punto di convergenza".

 "Chi oggi difende la volonta' costituzionale, o pensa di difendere la costituzione, e utilizza l'argomento del 'caro presidente del consiglio chi ti ha eletto?', semplicemente non si rende conto che cio' che viene detto dalla costituzione e' che il presidente del consiglio non e' eletto dai cittadini, ma gode di un rapporto di fiducia col Parlamento della Repubblica", dice Matteo Renzi. "La superficialita', l'improvvisazione di chi si trova a proprio agio fuori dalle aule del parlamento molto piu' che dentro nel dibattito costituzionale, e' un elemento sul quale i cittadini sapranno riflettere", aggiunge Renzi.

Stoccata alle oppozioni: "Ho preso terribilmente sul serio le critiche delle opposizioni che oggi sono scappate. Avere adempiuto a obbligo morale, giuridico, politico e culturale e' stato l'unico modo con cui oggi siamo degni di rappresentare il popolo italiano".

Renzi prende la parola. Le opposizioni lasciano l'Aula della Camera - Banchi del Governo pieni, scranni delle opposizione deserti. Il presidente del Consiglio ha preso la parola al termine della discussione generale sulle riforme costituzionali in un'Aula della Camera semivuota. I deputati di Forza Italia, del Movimento 5 stelle, di Sel, della Lega Nord in segno di protesta hanno abbandonato l'emiciclo di Montecitorio prima dell'ingresso di Renzi. Solo i capigruppo hanno aspettato l'arrivo del premier e chiedendo la parola hanno spiegato la decisione dei deputati della minoranza. Il rimprovero che tutti hanno sollevato e' stata l'assenza del premier durante la discussione generale. "Oggi si scrive una brutta pagina per la democrazia - ha detto il presidente dei deputati di FI, Renato Brunetta - il Governo e' presente in massa: posti in piedi per calpestare la democrazia parlamentare. Non ha ascoltato nessuno, preferendo stare alla buvette - ha aggiunto - lasciamo con dolore e rammarico". "Abbandoniamo l'Aula rifiutandoci di ascoltare la glorificazione delle riforme", gli ha fatto eco Cristian Invernizzi della Lega, "si ricordi di ringraziare il convitato di pietra Denis Verdini, senza di lui non sareste qui oggi".