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Roma, Meloni in campo ma non è la Le Pen

di Pietro Mancini

Sarebbe un impegno molto gravoso, per Giorgia Meloni, fare, contemporaneamente, come è orientata, prima la candidata e, se eletta, Sindaca della sua città, Roma, e la mamma. La decisione spetta, esclusivamente, a lei. E non ai suoi alleati o agli avversari o a donna Laura Boldrini. È certo che, soprattutto alla luce delle spaccature, profonde e difficilmente sanabili, emerse sulle candidature e sulle alleanze, in vista delle elezioni amministrative di giugno, Silvio Berlusconi non potrà più esercitare il ruolo di padre, carismatico, indiscutibile e padrone, del centrodestra italiano. Si dovrà’ accontentare del ruolo di nonno.

Gli addii all’ex Cav. di Alfano e Verdini avevano già evidenziato il declino, ineluttabile, dell’ex premier, che è protagonista sulla scena del teatrino politico da ben 22 anni. Cosa succederà ? Molto dipenderà dai risultati, che usciranno dalle “gabine”, di bossiana memoria, in primis da quelle di Roma, soprattutto se la dirigente di “Fratelli d’Italia” scenderà nelle piazze e nelle strade della “capitale corrotta di una Nazione infetta”, di cui scrisse, da par suo, don Manlio Cancogni su “L’Espresso” del dicembre 1955. Meloni come, in Francia, la leader del Front National, Madame Marine Le Pen ?

Come direbbe Francesco Rutelli, ex Sindaco della capitale, detto “Cicciobello”, Giorgia, efficace negli studi delle Tv, dovrà mangiare ancora tanto pane e altrettanta cicoria. Le leadership si conquistano sul campo. E, in quest’ultima vicenda, Meloni è apparsa tentennante, prima dando il “disco verde” a Bertolaso e poi ripensandoci, in sintonia con Salvini, che a Roma ha carsi consensi.

Giorgia dvebbe imitare Marine Le Pen, che non ha esitato, prima, a emarginare e poi a espellere il padre e fondatore del Front, il vecchio Jean-Marie, quando le sue posizioni, troppo estremiste e filofasciste, sono apparse imbarazzanti e incompatibili con l’immagine di una grande forza di destra, conservatrice e nazionalista, ma non estremista e reazionaria, che Marine sta tentando, con abilità, di rinnovare e presentare ai francesi, in vista delle elezioni presidenziali del 2018, in cui spera di arrivare al ballotaggio decisivo. Pietro Mancini