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Raggi, Sala e l’Italia infetta: un’occasione per Matteo Salvini

Raggi, Sala e l’Italia infetta: un’occasione per Matteo Salvini
beppe sala raggi

La doppia vicenda del sindaco di Milano Sala indagato e dell’arresto del Capo del Personale Marra del sindaco di Roma Raggi (dopo le perquisizioni in Campidoglio di ieri e le dimissioni dell’ex assessore Muraro indagata) pone ulteriormente una questione in risalto: cosa sta succedendo in Italia?

C’è ormai un clima apocalittico di fuga generale dalla legalità, una sorta di fuggi fuggi generalizzato in cui la gente non vuole restare con il cerino in mano e cerca di imitare i comportamenti peggiori.

Il problema non riguarda solo la politica ma risiede nella gente comune e il problema nasce già nella base -ad esempio-negli amministratori di condomini.

Recente è la vicenda a Roma quartiere Eur di un amministratore di condomini denunciato da parecchi condomìni per appropriazione indebita per una ingente somma e che ancora esercita impunemente.

La politica non è altro che la proiezione del malaffare ad alto livello.

Si tratta di un generale scadimento del livello etico dell’intera società in cui ad una “naturale” -diciamo così- propensione a delinquere si sono aggiunti in questi ultimi anni la fruizione di modelli ad esempio al cinema e soprattutto in TV in cui l’”eroe” viene individuato nel delinquente, vedi le recenti serie su Gomorra.

Siamo in presenza di un circolo vizioso: il cittadino che si comporta male elegge o fa eleggere il politico corrotto che a sua volta proietta per feedback un modello negativo sui cittadini che si sentono autorizzati a comportarsi peggio ed ad eleggere politici sempre peggiori.

Il punto di attrazione finale di questo modello? L’autodistruzione della società. La magistratura è un sintomatico locale ma ci vorrà un nuovo cambiamento di mentalità, come ai tempi di Mani Pulite per rimettersi un po’ in carreggiata. E questo -si badi bene- non è un fatto positivo; in una società sana la magistratura non dovrebbe avere questo ruolo riservato alla politica stessa.

Tornando al fatto istituzionale in sé possiamo dire che il doppio colpo sferrato dalle magistrature romane e milanesi è di quelli che fanno male per l’immediata ricaduta politica sugli schieramenti di cui i sindaci fanno parte.

Sala è stato voluto fortemente da Renzi indagato per un’opera l’Expo che era stata “venduta” come un modello di correttezza ed efficienza amministrativa il che sembra non essere.

Forse era opportuno che il sindaco -che ha fatto bene ad autosospendersi- neppure si candidasse perché queste voci -come si ricorderà giravano da tempo.

Il doppio colpo su Roma e Milano e quindi su Cinque Stelle e Pd getta una ciambella di salvataggio alla destra se sarà capace di cogliere il pertugio che si è aperto.

I poli sono tre e due sono colpiti pesantemente: Berlusconi per ovvi motivi non può essere il paladino della legalità almeno fin quando non risolve i problemi con la giustizia italiana dunque resta via libero a Matteo Salvini se sarà capace di inserirsi costruttivamente nel dibattito.

Ed attenzione non sto dicendo che è un compito della lega ma di Salvini che sono due cose diverse visto che il futuro su cui sta puntano è un movimento nazionale e non più relegato al Nord.

Tuttavia Salvini non sembra cogliere ancora la possibilità che gli si presenta e sembra relegato ancora ad un modello passato che non ha funzionato; soprattutto nella comunicazione i cittadini non percepiscono una offerta “diversificata” e identificano la sua azione politica solo contro immigrati e Rom. Ci sono temi che destano parimenti apprensione agli italiani soprattutto nel centro-sud: le pensioni, la riforma Fornero, il lavoro che non c’è ed ora particolarmente in evidenza la corruzione.