Di Alberto Maggi (@AlbertoMaggi74)
E’ ancora possibile un accordo tra il Pd e Forza Italia sulla legge elettorale? Affaritaliani.it lo ha chiesto a Paolo Romani, capugruppo del partito di Silvio Berlusconi a Palazzo Madama. “Ci stiamo lavorando, nel senso che al Senato, in Prima Commissione, attendiamo la proposta della relatrice Anna Finocchiaro che immagino riprenda in parte o interamente gli argomenti che sono stati oggetto degli ultimi incontri Renzi-Berlusconi e su quella base poi abbiamo termine fino a mercoledì di fare degli emendamenti. Mi pare – aggiunge – che la materia non sia stata del tutto risolta, soprattutto nel rapporto tra preferenze, e abbiamo visto che cosa producono a Roma, e coloro che vengono indicati ma anche riconosciuti con un meccanismo diverso dagli elettori e quindi c’è ancora spazio e tempo per lavorare”.
Romani spiega: “A chi mi fa questa domanda ricordo sempre che il Patto del Nazareno ad oggi ha prodotto l’approvazione al Senato l’8 di agosto della riforma del Senato e del Titolo V e ha prodotto alla Camera l’approvazione dell’Italicum. Quindi ha retto a qualsiasi prova parlamentare con il fatto ulteriore che in ambedue le votazioni se non ci fossero stati i voti di Forza Italia quei provvedimenti di riforma costituzionale e di riforma elettorale non sarebbero passati. Quindi a tutti coloro che mi rivolgono questa domanda ricordo quello che fino ad oggi è stato fatto”.
E se Renzi vi sostituisse con il M5S? “Per quanto riguarda il Movimento 5 Stelle notiamo tutte le rotture e le spaccature che ha e tutte le performance parlamentari che ci sono state contro il sistema, contro il Parlamento, contro la governabilità e contro la stabilità. Quindi, se Renzi facesse questa scelta sarebbe in contraddizione con tutto quello che ha detto e fatto fino ad oggi”.
E Salvini che dice che con Renzi non si tratta? “Anche Salvini, in quanto Lega, con i suoi deputati e senatori ha partecipato alla riforma elettorale e alla riforma costituzionale, anzi sono stati protagonisti. Anche Salvini deve decidere i propri comportamenti sia per quanto lo riguarda direttamente sia per quanto riguarda i suoi rappresentanti parlamentari. Questo sta accadendo tutt’ora, tant’è che martedì verrà votato un ordine del giorno che guarda caso si chiama Calderoli, che se non ricordo male appartiene proprio alla Lega. Un conto sono gli slogan di campagna elettorale e un conto sono i comportamenti parlamentari”.
