Prove di distensione tra Italia e Usa: Marco Rubio è arrivato in Vaticano per incontrare Papa Leone XIV. Il corteo che ha scortato il Segretario di Stato americano ha varcato il territorio della Santa Sede attraversando via della Conciliazione ed entrando dall’Arco delle Campane. Rubio è giunto in Vaticano poco prima delle 11:10.
Dopo essere entrato nel territorio Vaticano, Rubio è giunto nel Cortile di San Damaso dove è stato accolto dal Prefetto della Casa Pontificia, monsignor Petar Rajic, e dal vigereggente padre Edward Daniang Daleng. A breve avrà inizio il faccia a faccia con il Pontefice. Piccola curiosità, Rubio è entrato in Vaticano poco dopo secondi l’uscita del premier polacco Donald Tusk che questa mattina ha incontrato Leone XIV.
Vaticano-Usa, Baturi: “Dal Papa coordinate evangeliche”
“Sono certo che il Papa ribadirà le coordinate fondamentali dei suoi interventi di questi giorni. Sono coordinate evangeliche”. Lo ha affermato mons. Giuseppe Baturi, arcivescovo di Cagliari e segretario generale della Cei, intervenendo al Tg2 in occasione dell’udienza di Papa Leone XIV con il segretario di Stato americano Marco RUBIO, svoltasi questa mattina in Vaticano. Per mons. Baturi, Leone XIV “ha mostrato la grande libertà della Chiesa rispetto al potere, ma anche una volontà di collaborare con chiunque concepisca il potere in funzione del bene comune”.
Sul ruolo della diplomazia vaticana, il presule ha sottolineato che “la Chiesa è radicata in tutto il mondo, sta a contatto con le vite delle persone” e che il suo grande orizzonte è “chiedere agli Stati di considerare l’altro non come un concorrente da opprimere, ma come un soggetto con cui cercare, nel diritto e nel multilateralismo, un confronto e un compromesso alla ricerca del bene comune”. Commentando le tensioni delle ultime settimane tra il Vaticano e il presidente americano Donald Trump, mons. Baturi ha richiamato il valore della verità nel dialogo diplomatico: “Il rispetto reciproco è condizione della collaborazione e richiede un atteggiamento di verità: le parole devono corrispondere alla realtà”.

