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Sabaudia, la crisi morde e Confcommercio avverte: “Città in difficoltà”. Il turismo non è più sufficiente

Gli imprenditori: “Non basta più l’estate per salvare la stagione”. L’ente: “se ne esce remando tutti dalla stessa parte”

Sabaudia, la crisi morde e Confcommercio avverte: “Città in difficoltà”. Il turismo non è più sufficiente

A Sabaudia suona il campanello d’allarme. Il problema non è più soltanto economico, ma riguarda il futuro della città. Confcommercio, dopo alcune settimane di proteste raccolte e diffuse dai social, rompe il silenzio e fotografa una situazione definita senza precedenti: diverse attività sono in difficoltà, mentre il clima è reso irrespirabile da un dibattito pubblico che rischia solo di lasciare macerie.

Tempesta social nella città delle dune: Confcommercio va a caccia di soluzioni e non di responsabili

Sabaudia si guarda allo specchio e stenta a riconoscersi: mesi bui, quelli trascorsi da uno dei gioielli del litorale pontino, fra i più amati dai romani. Il ritiro della bandiera blu, la stagnazione economica, il turismo mordi e fuggi, il cambiamento del tessuto cittadino che si lascia alle spalle un luglio con meno servizi, presenze e vita sociale nelle strade e nelle piazze, riempito a volte dai cinghiali che scorrazzano in pieno centro, esaspera i toni sui social che esplodono. Confcommercio, attraverso un comunicato, invita a un cambio di passo: abbassare i toni, evitare prese di posizioni da tifosi da stadio e cercare soluzioni piuttosto che responsabili perché la crisi che sta attraversando Sabaudia ha radici che affondano sì nelle difficoltà dell’economia ma anche nella improvvisazione.

Il nodo del litorale e il turismo che non basta più

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Il punto più delicato riguarda il litorale, il grande patrimonio economico e turistico di Sabaudia. Una costa tra le più suggestive d’Italia che è stata colpita da problemi legati ai servizi o da situazioni complesse, finisce per trascinare con sé l’intero sistema cittadino. Appare evidente che una città turistica non possa vivere soltanto di weekend e sul fatturato del mese di agosto. Al netto della stagionalità, le imprese necessitano di programmazione e secondo gli operatori, il quadro attuale è tra i più difficili degli ultimi anni. Esiste il rischio concreto che, alla fine dell’estate, alcune attività possano chiudere la saracinesca e non rialzarla più. Uno scenario imprevedibile sino a pochi anni fa per una meta fra le più amate e frequentate dai romani.

L’appello e il riferimento al canottaggio

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“Quando i negozi chiudono la città muore”: la frase sintetizza la preoccupazione di un comparto che teme non soltanto una crisi commerciale, ma un impoverimento complessivo del territorio. Nel suo appello Confcommercio richiama l’immagine simbolo della città: il canottaggio. Sabaudia, capitale italiana di questa disciplina, dovrebbe trarre la lezione più importante proprio dallo sport: è necessario che istituzioni, imprese, cittadini e associazioni remino tutte nella stessa direzione per non aggravare le condizioni di una realtà che mai come in questi ultimi mesi appare complessa. Sabaudia ha risorse umane e naturalistiche straordinaria, ma la partita per il futuro si gioca adesso: urge una sterzata per riportare il comune al ruolo che merita e ha sempre occupato, prima che la crisi diventi una ferita difficile da rimarginare.