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Politica

 

 

Saccomanni

"Gli italiani credo meritino di sapere esattamente le cose come stanno e non soltanto slogan di carattere propagandistico". E' quanto ha detto il ministro dell'economia, Fabrizio Saccomanni, parlando con i giornalisti al termine della cerimonia del raduno degli ex finanzieri svoltasi a Chianciano.

Le parole del ministro arrivano subito dopo quelle del premier Letta che ha detto basta con gli aut aut delle forze di maggioranza sulla politica economica. Enrico Letta, spiegano fonti di Palazzo Chigi, ha voluto espremere la sua vicinanza politica e la sua piena sintonia a Saccomanni. In politica economica, ribadiscono le stesse fonti, le soluzioni si possono trovare e i margini ci sono. Ma ora basta con gli ultimatum e gli aut aut al governo da parte delle forze di maggioranza.

Letta è dovuto intervenire dopo che Pdl si è scatenato contro il ministro a causa delle sua intervista in cui ha minacciato le sue dimissioni se non si fosse loavorato per mantenere gli impegni presi sui conti pubblici. "Ho una credibilita' da difendere e non ho alcuna mira politica", ha detto Saccomanni, in un colloquio con il direttore del Corsera, non nascondendo il disagio per le pressioni a cui e' sottoposto dai partiti che sostengono il governo, soprattutto in merito all'aumento dell'Iva e sul capitolo Imu. Per il titolare del dicastero di via XX settembre, sarebbe necessario concordare una tregua e rinviare la questione al 2014 con la legge di Stabilita'. "Io non mi metto alla disperata ricerca di un miliardo - ha spiegato - se poi a febbraio si va a votare. Tutto inutile se una campagna elettorale e' gia' iniziata". La preoccupazione e' che il clima politico non consenta piu' di fare un 'discorso' serio sulle finanze pubbliche. Ma per Saccomanni, "gli impegni vanno rispettati, altrimenti non ci sto".

In difesa del titolare di Via XX Settembre è sceso anche  il suo vice Stefano Fassina. "Saccomanni - ha detto nell'Intervista di Maria Latella su Sky Tg24 - è molto preoccupato rispetto alla situazione della finanza pubblica e alla demagogia che segna una parte della maggioranza che sostiene il Governo Letta". E ha avvertito: "Se si andasse a votare a marzo rischiamo molto molto seriamente di tornare al clima drammatico di novembre 2011, bruciamo i sacrifici fatti in questi anni e rischiamo il commissariamento della troika". Poi Fassina ha indicato una strada per affrontare le emergenze contabili. "L'invito che rivolgo - ha detto  - è quello di confermare l'eliminazione dell'Imu per il 90% delle famiglie e lasciarla sul 10% delle abitazioni di maggior valore, quelle sulle quali si paga mille euro o più. Così recuperiamo un miliardo". Quanto all'Iva: "Noi non vogliamo l'aumento, abbiamo spinto perché l'aumento venisse rinviato e siamo convinti che vada evitato. Bisogna fare delle scelte. Da qui a fine anno abbiamo impegni che valgono quasi 6 mld di euro".

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