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Politica

"Un governo con il Pd? Ma come si fa, il Pd non c'e' piu'". Beppe Grillo boccia l'ipotesi ribaltone e in un'intervista a 'Repubblica' parla di un partito Democratico "scomparso". E ribadisce di avere chiesto ieri al presidente della Repubblica Giorgio Napolitano di cambiare la legge elettorale e di "andare in televisione a raccontare la verita' agli italiani". Ma Napolitano, ha sottolineato Grillo, "ci ha spiegato che in tv ci puo' andare solo per gravi motivi, per fatti gravi. E che piu' di cosi' lui non puo' fare". Per il leader del Movimento 5 Stelle Napolitano vuole davvero cambiare il Porcellum ("e' stato sempre contro") ma, afferma, "lui ormai e' ostaggio dei partiti".

Proprio nel giorno in cui il Parlamento viene bloccato, almeno per un giorno, per le vicende giudiziarie di Silvio Berlusconi, Beppe Grillo sale al Colle per esprimere a Giorgio Napolitano le sue preoccupazioni per la crisi economica e politica del Paese. E per denunciare quel Parlamento ormai 'esautorato' su cui aveva gia' lanciato i suoi strali dal blog, definendolo una "tomba maleodorante della seconda Repubblica".

Con Grillo, anche i due capigruppo, Riccardo Nuti e Nicola Morra, e, per la prima volta, Gianroberto Casaleggio, il 'guru' del Movimento, la cui presenza era stata incerta fino all'ultimo. Presente anche lui in qualita', cosi' ha spiegato lo stesso Grillo, di cofondatore del Movimento 5 stelle, nonche' "manager con un ruolo fondamentale", ma che probabilmente "non avra' alcun ruolo istituzionale".

Essendo tra l'altro "schivo", sempre per usare le parole di Grillo, dopo i 90 minuti di colloquio con Napolitano le strade si dividono: Casaleggio lascia subito Roma e non si 'offre' alle domande dei giornalisti, mentre Grillo tiene una conferenza stampa al Senato. E intanto, 'posta' sul suo sito una foto ricordo dei due nel cortile del Quirinale.

Il colloquio con Napolitano e' lungo. Grillo ha chiesto al Capo dello Stato di dire in tv, a reti unificate, "la verita' al Paese". Ma secondo quanto ha riferito successivamente Nicola Morra, Napolitano probabilmente lancera' si' un monito ma in occasione della cerimonia del Ventaglio con la Stampa parlamentare, la prossima settimana.

L'incontro di oggi e' stato definito dai 5 stelle "cordiale", con un Capo dello Stato dall'atteggiamento "dialogante e ben disposto". Insomma, nessun momento di tensione, nonostante i temi sul tavolo. Grillo in conferenza stampa ha letto da fogli scritti e poi ha risposto alle domande dei giornalisti: il punto centrale e' stata la richiesta a Napolitano di cambiare la legge elettorale e di sciogliere le Camere. "E' una Caporetto - ha detto - il Parlamento e' esautorato. Non siamo piu' una Repubblica parlamentare e forse non siamo piu' una democrazia".

Poi, se l'e' presa con il governo delle larghe intese perche', ha ammonito, "non abbiamo piu' tempo, l'Italia si avvia verso la catastrofe, ma chi e' al governo e' responsabile dello sfacelo". E se la prende (come sempre) con i giornalisti, corresponsabili anche loro, secondo il leader 5 stelle, dello "sfacelo" del paese. "Noi - ha ribadito - in realta' tempriamo gli animi di chi vuole prendere i fucili". Ripete: "La nostra e' una rabbia buona, non cattiva".

Con Napolitano, invece, la delegazione 5 stelle non avrebbe parlato di crisi di governo ne' di possibili scenari futuri. Anche se, qualora cadesse l'attuale esecutivo, le parole di Riccardo Nuti sono state inequivocabili: "Mai voteremo la fiducia al Pd che ha dimostrato di avere meno palle del Pdl. Prima cambino cervello...". Come ipotesi piu' realistica, invece, ci potrebbe essere quella che i 5 stelle stavolta possano portare un loro nome, deciso pero' dalla Rete. Ma per i grillini, questi sembrano essere scenari lontani dal momento che non credono che il governo Pd-Pdl possa cadere davvero.

Dopo la conferenza stampa, Grillo ha incontrato i senatori e secondo quanto viene riferito, si e' trattato di un momento "gioviale" per qualche foto, abbracci e un brindisi. "Ci ha incoraggiato ad andare avanti - ha spiegato un senatore - e ci ha espresso la sua vicinanza per il nostro lavoro". Oggi i senatori sono soddisfatti per le parole pronunciate dal loro 'portavoce'. Anche i deputati grillini (che pero' non hanno incontrato Grillo) si sono riuniti a Montecitorio con Nuti che ha relazionato sul colloquio al Colle.

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