Il leader della Lega invoca la sospensione della collaborazione con Ranucci e lega la richiesta agli elementi emersi nelle ultime ore.
Il vicepremier cita l’arresto di Lavitola e invoca uno stop del servizio pubblico
Matteo Salvini torna ad attaccare Ranucci e chiede alla Rai di sospendere la collaborazione con lui. Il vicepremier e leader della Lega affida l’intervento al proprio profilo X e prende di mira il paragone con Moro, Falcone e Borsellino richiamato nel post.
Salvini cita anche l’arresto di Lavitola tra gli elementi alla base della sua richiesta al servizio pubblico. Il leader della Lega scrive: “Ranucci che si paragona a Moro, Falcone e Borsellino??? Non so se faccia più rabbia, pena o tristezza. Alla luce degli inquietanti dettagli che stanno emergendo in queste ore, a partire dall’arresto del suo amico Lavitola, ritengo opportuno che il servizio pubblico, finanziato da tutti gli italiani, sospenda la collaborazione con chi è coinvolto in questa torbida vicenda”.
Appendino e Bonelli difendono Ranucci, Renzi resta garantista. Rampelli e Calenda attaccano
La richiesta di Salvini apre un nuovo scontro politico sul futuro di Sigfrido Ranucci e di Report. Chiara Appendino, deputata del Movimento 5 Stelle, prende posizione a difesa del giornalista e del programma.
“Sto con Report. Punto. Un programma che ha fatto inchiesta sui poteri forti, sulla destra, sulla sinistra – e sì, anche su me quando ero sindaca – non è un programma di parte. È un programma libero. E il giornalismo libero si difende soprattutto quando dà fastidio. Sigfrido Ranucci si è trovato una bomba sotto casa e le carte dell’inchiesta dicono nero su bianco che la vittima è lui, che non sapeva nulla. E la richiesta di questa destra qual è? Sospendetelo. Vogliono punire chi ha subìto l’attentato cercando di rendere la vittima il colpevole. Altro che garantismo: questo è un avvertimento a tutte le redazioni. E poi c’è la lezione di morale. Ecco, quella no. Sentirsi dare dell’immorale sulle chat da chi ha scudato Delmastro e da chi tace sulle chat e le intercettazioni del risiko bancario attorno a MPS, ha del comico. Le chat scandalose sono sempre e solo quelle degli altri. Le inchieste non si spengono. Si difendono”.
Anche Angelo Bonelli, parlamentare di Alleanza Verdi e Sinistra e co-portavoce di Europa Verde, respinge gli attacchi contro Ranucci e chiede alla Rai di ripristinare le repliche di Report.
“Il quadro accusatorio dimostra un fatto inequivocabile: Sigfrido Ranucci è vittima di un attentato. Non esiste alcun elemento che dimostri un suo coinvolgimento. La destra interrompa la vergognosa campagna di fango e la Rai ripristini immediatamente le repliche di Report. La libertà d’informazione non può essere oggetto di ritorsioni politiche”.
Matteo Renzi sceglie invece una linea garantista, pur ricordando le inchieste che Report ha dedicato negli anni alla vicenda dell’Autogrill e i precedenti rapporti tra Lavitola e Ranucci.
“Per anni sono stato massacrato da ‘Report’ sulla storia dell’Autogrill, una vicenda allucinante su cui la verità è tutta da scrivere. Potete immaginare come dopo la confessione di Lavitola, potrei dire molto. Potrei scrivere molto. Potrei ricordare che cosa scrivemmo tre anni fa quando facemmo esplodere il caso Lavitola/Ranucci: esplosione figurata, eh, era uno scoop, non una bomba. Preferisco rimanere garantista, fino in fondo, e lasciare ai bravi magistrati il compito di fare chiarezza definitiva. Meglio non pensare al metodo ‘Report’ applicato contro gli avversari, meglio prendere gli occhiali e meglio gustarsi l’eclissi”.
Dal fronte di Fratelli d’Italia, il vicepresidente della Camera Fabio Rampelli torna invece sulla confessione di Lavitola e pone direttamente una domanda sulla possibile consapevolezza di Ranucci: “Valter Lavitola ha confermato l’ipotesi accusatoria della procura della Repubblica ammettendo di essere stato il mandante dell’attentato e dice di averlo fatto per ‘tutelare l’incolumità di Ranucci che era oggetto di parecchi pericolosi tentativi di aggredirlo e fargli innalzare la scorta’. Tesi bislacca e criminale”.
Rampelli prosegue: “Quindi – prosegue – quelli che chiedono il pizzo ai commercianti per proteggerli lo fanno per affetto? Chi rapina le banche lo fa per rafforzare la vigilanza? Quante volte negli anni ’70, i giornali di fronte agli omicidi di ragazzi di destra, per proteggere la sinistra farneticavano di ‘faida interna’? E come mai ora, nell’evidenza del ‘fuoco amico’, gli stessi ambienti tacciono? E Sigfrido Ranucci, l’amato amico che ha costruito le sue fortune rovinando la vita altrui, era consapevole di tante fraterne attenzioni?”.
Più secco il commento del leader di Azione Carlo Calenda al post nel quale Ranucci cita Moro, Falcone e Borsellino: “Anche basta”.


