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Politica
Salvini doppia e triplica Forza Italia, poi conquista il Centrodestra


Di Alberto Maggi (@AlbertoMaggi74)


Matteo Salvini sostiene che la Lega sarà la "locomotiva" del Centrodestra. In tutte le interviste, anche ad Affaritaliani.it, il segretario del Carroccio risponde sempre "ne parliamo dal primo giugno" alla domanda sul futuro di un'eventuale coalizione anti-Renzi. La strategia è chiara. il leader leghista punta a fare il pieno il 31 maggio. Punta a vincere bene in Veneto, con Zaia nettamente davanti alla Moretti, e punta a strappare al Pd Liguria e Umbria.

Ma soprattutto Salvini vuole affermarsi come prima forza del Centrodestra, senza se e senza ma. In Via Bellerio, seppur con una certa prudenza, si scommette su percentuali oltre il 30 in Veneto e oltre il 20 in Liguria e nelle Regioni rosse. Percentuali due o tre volte superiori a quelle di Forza Italia. Il 31 maggio, nelle intenzioni di Salvini, deve passare alla storia come il giorno del non ritorno e come il giorno in cui, dati alla mano, la vera alternativa a Renzi, M5S a parte, è la Lega. Per questo serve vincere e vincere bene.

Ecco perché il segretario del Carroccio è impegnato in un instancabile tour in giro per l'Italia senza mai dire no alle richieste di interviste in televisione. Forza Italia dopo il voto rischia di non esistere più e quindi il Carroccio vuole essere l'architrave su cui costruire una coalizione del fare, anti-Pd e anti-Renzi, anche perché se le cose dovessere andare in un certo modo le elezioni politiche potrebbero essere dietro l'angolo. Salvini vuole essere pronto. Della partita farà certamente parte anche Giorgia Meloni, alleata numero uno della Lega.

Berlusconi? Se vorrà, potrà avere un ruolo ma non sarà più l'ex Cavaliere a dare le carte. C'è poi Raffaele Fitto con il quale il dialogo potrebbe riaprirsi dopo il voto e con cui è possibile costruire un percorso comune nel solco dell'esperienza di David Cameron e dei Conservatori britannici. Salvini chiude le porte solo ad Alfano, ma non a tutto l'Ncd. Dopo le Regionali, e alla luce dei risultati, molti centristi ex Pdl, come Nunzia De Girolamo, potrebbero seguire l'esempio di Barbara Saltamartini e confluire nella Lega (e in alcuni casi in NoiConSalvini). Il tutto però dopo il primo giugno. Prima della chiusura delle urne certe cose si possono solo pensare e ipotizzare ma non dire. Servono i numeri, i voti, con i quali "inchiodare" Berlusconi e costringere il Centrodestra ad essere a trazione leghista.

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