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Politica


Di Matteo Salvini (vice-segretario federale della Lega Nord)

Le scuole lombarde cadono a pezzi. Le strade sono piene di buche. Un italiano in difficoltà ha più probabilità di vincere alla lotteria che di ricevere un aiuto dal comune. Perché? "Perchè non ci sono i soldi" è il ritornello preferito di Roma e Bruxelles. Balle! I soldi ci sono eccome: 5 miliardi di euro, ripeto miliardi di euro, che i comuni lombardi hanno risparmiato negli anni tagliando tutte le spese inutili. Soldi che ora darebbero una spallata alla crisi, ma  non si possono spendere perché Roma li ha congelati a garanzia del debito suo e dei "Comuni Canaglia" del Sud. Questo meccanismo contabile si chiama "Patto di Stabilità". "Questa è una rapina", tradotto in italiano. Ma i sindaci veri non ci stanno e finalmente si respira aria di rivolta.

Nei prossimi tre giorni già oltre 200 primi cittadini lombardi andranno in piazza e il loro numero cresce di ora in ora. Una grande protesta che attorno allo slogan "Rompiamo il patto" sta coinvolgendo amministratori di diverso colore politico,  uniti contro una frode subdola che da una parte ingrassa lo Stato e dall'altra lascia ai sindaci l'ingrato ruolo di esattori e catalizzatori del malcontento. La risposta verrà dalle piazze con centinaia di incontri pubblici in cui spiegare nel dettaglio perché nelle nostre città mancano tutti quei servizi necessari in tempi di emergenza come questo.

Sul sito www.rompiamoilpatto.org sono pubblicate in costante aggiornamento non solo le date delle iniziative sul territorio, ma anche tutte le cifre della vergogna. Una su tutte? Il numero dei dipendenti comunali della Sicilia e della Lombardia, da cui emerge lampante la discriminazione territoriale che soffoca il Nord di questa Italietta, dove a governare sono le cicale e a patire il freddo le formiche.
 

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