L’ “altro Matteo” e cioè Salvini si sta giocando la sua partita più importante.
Raramente la sorte dà una seconda chance e lui invece l’ha ottenuta ma sa benissimo che non ce ne sarà una terza.
La prima volta l’ha avuta nel 2014 -2015 quando un inaspettato consenso lo ha portato ad essere l’ “uomo nuovo” del centro – destra italiano colui che poteva prendere sapientemente in mano le redini dell’intera coalizione previa una delicata operazione di svecchiamento ideologico e cioè passare dalla dimensione di una Lega “regionale” a quelle di una Lega nazionale.
Salvini ha avuto una grande intuizione ma ha sprecato la prima possibilità perché l’espansione al centro – sud che era nei programmi del nuovo movimento “Noi con Salvini” non è mai avvenuta per molti motivi ma in primis il clima litigioso del centro – destra romano.
Non fu lesto Salvini a cavalcare allora la crisi di Marino e di Mafia Capitale e tergiversò un po’ come Annibale e perse l’occasione.
Ora ci riprova perché la sconfitta di Renzi al referendum anticipa i tempi delle elezioni e quindi le sue possibilità nazionali.
Tuttavia Salvini deve fare molta attenzione e giocare tre partite purtroppo per lui quasi in contemporanea: e cioè nel suo partito, nel centro-destra e per le politiche che forse si terranno nella finestra aprile – giugno 2017.
Nel suo partito gli avversari sono Bossi (dichiarato) e Maroni (non dichiarato, ma attivo); può contare su Zaia che ha fatto bene nel Veneto da governatore, ma deve ora legittimarsi completamente al suo interno.
Poi deve avere una investitura dall’intero centro-destra e qui la partita si fa dura perché il vecchi o leone alfa Berlusconi non ne vuole sapere di cedere il potere e seppur azzoppato dalla legge italiana a spetta con ansia una decisione della corte di giustizia europea di Strasburgo. Se gli fosse favorevole le cose si complicherebbero per i leader della Lega.
In ogni caso un armistizio, un patto, una federazione è indispensabile con Forza Italia.
L’esperimento disastroso delle amministrative romane sono un severo avvertimento per l’intero centro-destra nazionale. Separati si perde.
Una volta avuta l’investitura magari con le primarie chieste da Giorgia Meloni per marzo potrebbe sfidare gli altri due poli e cioè il centro-sinistra e i Cinque Stelle.
Qui Salvini deve fare molta attenzione non tanto al Pd che è in crisi ma al movimento di Grillo che pesca nello stesso identico elettorato della destra che che ne dicano i vari Di Maio e Di Battista.
Il M5S è un movimento populista di destra impatinato sotto una vernice di finta sinistra e sarà per il centro-destra l’avversario assolutamente più impegnativo.
Un ultimo warning a Salvini riguarda la stampa, i giornali, i media: nella prima fase ci fu una superficiale chiusura che gli costò molto.
Ora non ripeta una seconda volta lo stesso errore.

