Di Alberto Maggi (@AlbertoMaggi74)
Una cosa è certa: non ci sarà nessuna fusione tra la Lega e Forza Italia. Nel giorno del vertice ad Arcore tra Berlusconi e Salvini, il leader del Carroccio ha messo in chiaro con i suoi più stretti collaboratori che i simboli della Lega Nord e di NoiConSalvini non si toccano. L’idea dell’ex Cavaliere di una nuova formazione politica viene quindi bocciata o comunque ridimensionata a raggruppamento delle forze che si contrappongono a Matte Renzi. Se alle prossime elezioni politiche, che secondo il segretario leghista saranno nella primavera del 2016, si andasse con l’Italicum a quel punto Salvini presenterebbe il simbolo della Lega e chi vuole può aderire, magari in NoiConSalvini, ma niente liste uniche di Centrodestra e tantomeno nessuna fusione con Fi e/o Fdi. “Oggi è il nostro simbolo che prende voti, non certo quello di Forza Italia”, spiega un big Carroccio.
Ma l’ex premier non si scoraggia e ha già pronto il piano B. Le indiscrezioni sul nuovo patto del Nazareno, più volte smentite, in realtà riguardavano l’intenzione del premier di modificare la nuova legge elettorale, mossa assecondata dall’ex Cav. Non si tratta quindi del Nazareno-bis ma di una collaborazione temporanea tra Pd e Fi per cambiare di corsa l’Italicum. Renzi, osservando i recenti ballottaggi, ha capito che al secondo turno con il Movimento 5 Stelle (al momento l’ipotesi più probabile) rischia seriamente di perdere e di consegnare l’Italia a Beppe Grillo. Berlusconi, dal canto suo, vuole modificare la legge con il premio alla coalizione e non alla lista, in modo da poter rifare tranquillamente il Centrodestra senza sottostare ai diktat di Salvini. Ed ecco che la soluzione più probabile sarebbe proprio quella di un’intesa di massima Fi-Lega sui programmi che metta in stand-by la questione del leader (Salvini vuole le primarie ed è convinto di vincerle) e del modo con cui presentarsi alle urne, sapendo che nelle prossime settimane Renzi porterà la modifica dell’Italicum in Parlamento. Al premier alcuni ritocchi alla nuova legge elettorale servono anche per accontentare i centristi di Alfano e Casini.

