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Politica
Lega, ecco perché Tosi non accetta il diktat di Salvini


Di Alberto Maggi (@AlbertoMaggi74)


Nella Lega non siamo ancora alla rottura, ma poco ci manca. Il faccia a faccia tra Matteo Salvini e Flavio Tosi in un ristorante milanese ha lasciato sostanzialmente la situazione immutata. Il sindaco di Verona è uscito dicendo "sono incazzato ma lucido" e ha parlato di "incontro interlocutorio ma di frattura profondissima". Il segretario federale si è limitato ad auspicare un accordo dicendo "almeno non abbiamo litigato". Il Consiglio della Liga Veneta di giovedì sera prende fa quadrato intorno a Tosi e respinge le decisioni del Consiglio federale di lunedì scorso, cioè di Via Bellerio, che hanno di fatto esautorato il primo cittadino scaligero dalla scelta delle liste per le Regionali.

Ma Tosi non si dà per vinto. Ha tutta la documentazione in mano ed è pronto a dare battaglia. Prima di tutto - spiegano fonti vicine al leader della Liga - la prima richiesta di Tosi a Zaia di discutere delle liste elettorali fu fatta addirittura il 19 settembre 2014. Poi anche in altre occasioni, ma il Governatore uscente pare non abbia mai risposto. Quindi la volontà del sindaco di Verona non era quella di rompere, semmai - sostengono i suoi fedelissimi - altri hanno cercato lo scontro portando la situazione a questo punto. Tosi contesta a Salvini che a fare le liste sia Gianpaolo Dozzo, l'ex capogruppo leghista alla Camera nominato dal Federale commissario per le elezioni.

Dall'entourage del primo cittadino scaligero fanno notare come sia una totale anomalia, in quanto anche in Emilia Romagna, alle ultime Regionali di novembre, le liste sono state fatte dal direttivo regionale e non da Milano. Ci sarebbe quindi - secondo Tosi - l'intento di arrivare alla lite e allo scontro. Anche sull'associazione il Faro, messa al bando dal Consiglio federale della Lega ("o con la Lega o con il Faro", il famoso ultimatum), le cose non sono chiare. Gli uomini di Tosi parlano di un patto con Salvini e Maroni in base al quale il nuovo segretario avrebbe pensato al movimento mentre Tosi, proprio con il Faro, avrebbe preparato il terreno per eventuali primarie del Centrodestra, alle quali avrebbe dovuto partecipare lo stesso Tosi.

Poi però la situazione è cambiata, i sondaggi hanno premiato il lavoro di Salvini e quindi l'associazione del sindaco di Veroni è diventata di troppo. Ma dal fronte del numero uno della Liga sottolineano come addirittura Maroni sia socio del Faro dal 17 ottobre dello scorso anno quando prese la tessera durante una visita a Pordenone. Insomma, Tosi non vorrebbe la rottura con Salvini ma non intende nemmeno far passare l'idea che sia lui la pecora nera o addirittura il traditore. La battaglia nel Carroccio continua..
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