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Tosi: “Salvini? E’ il dittatore della Lega”

Tosi: “Salvini? E’ il dittatore della Lega”
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“La decisione di Salvini crea tensioni pesantissime nella Liga Veneta. A ridosso delle elezioni regionali, con il rischio di dividere il centrodestra e avvantaggiare gli avversari”. E, se fa tutto questo, “è solo per cacciare me e per lo scopo di costruire una Lega con un uomo solo al comando”. All’indomani della rottura con il Carroccio il sindaco di Verona Tosi non scioglie il dubbio sulla sua candidatura. “Ci sto pensando, mi prendo due giorni per decidere”

“La decisione di Salvini crea tensioni interne pesantissime nella Liga Veneta. A ridosso delle elezioni regionali, con il rischio di dividere il centrodestra e avvantaggiare gli avversari”. E, se fa tutto questo, “è solo per cacciare me e per lo scopo di costruire una Lega con un uomo solo al comando”.
 
All’indomani della rottura con la Lega il sindaco di Verona Tosi non scioglie il dubbio sulla sua candidatura. “Ci sto pensando, ora bisogna ragionare a mente fredda”. Per farlo, il sindaco di Verona prende un po’ di tempo:  “Mi prendo due giorni per decidere. Devo riflettere”. E sulla sua espulsione commenta: “Non parlo di delusione, m’interessa essere coerente e lineare con me stesso. Questo mi basta”. Poi aggiunge: “Resto convinto che il motivo fosse altro. Secondo me Salvini voleva il controllo dittatoriale della Lega Nord, e di questo si assume la responsabilità. È stata calpestata l’autonomia della Liga veneta. Visto che le decisioni le ha prese il segretario federale, la delusione sui comportamenti anche umani è nei confronti del segretario federale, cioè di Matteo Salvini”.
 
Sulla vicenda il governatore del Veneto, Luca Zaia, commenta: “La eventuale candidatura di Tosi? Sembra intenzionato a farlo ed ognuno, nella sua vita, fa quel che vuole; ma io non la temo. La buona notizia – dice poi – è che si mette la parola fine a beghe e polemiche incomprensibili che sono durate fin troppo. Resta l’amarezza per come è andata a finire, ma ora si deve voltare pagina. Il mio impegno sarà quello di continuare a governare, di dire ai veneti quanto di buono è stato fatto in questi anni e quanto ho ancora voglia di fare per loro. Sono convinto che tutti i nostri militanti, sostenitori e simpatizzanti sapranno essere al mio fianco in questa battaglia per il buon governo della regione”.
 
Tra le richieste che Tosi aveva inoltrato ancora ieri alla Lega (su tutte, la non accettazione del commissario imposto in Veneto da Salvini, che di fatto lo esautorava dal potere di decidere su liste e alleanze elettorali) anche quella relativa alla scelta tra il movimento e la sua fondazione politica. In una mail inviata ieri al leader del Carroccio, Tosi dettava le proprie condizioni per la pace. Mail peraltro non indirizzata al segretario federale ma a uno dei ‘pontieri’ (forse Giancarlo Giorgetti). Un testo che via Bellerio ha giudicato irricevibile poiché Tosi accettava di non presentare la sua lista a patto che facesse altrettanto il ricandidato Zaia. In più il sindaco di Verona imponeva  la cancellazione del commissario Giampaolo Dozzo, nominato proprio da Salvini per gestire le elezioni regionali.