Di Alberto Maggi (@AlbertoMaggi74)
C’è davvero il progetto di pubblicare Charlie Hebdo anche in Italia? “E’ stato un appello perché sta diventando una bandiera e un simbolo della libertà. Che poi sia io l’editore o sia un altro fa niente, ma è importante che uscisse anche l’edizione in Italia perché dobbiamo far vedere che non abbiamo paura. E continuiamo a combattere”. Ma lei sta trattando in queste ore? “Certamente. Visibilia Editore sta trattando e aspettiamo di conoscere le risposte. Vedremo se saremo noi o altri, l’importante però è che arrivi anche in Italia“. Solo cartaceo o anche su Internet? “Il mio progetto è che ci sia anche in Italia, poi vedremo gli sviluppo editoriale e imprenditoriali. Decideremo. Quello che mi auguro è che in tutta Europa ci siano editori coraggiosi per dimostrare che non abbiamo paura”. Ma alcune vignette erano pesanti anche nei confronti della religione cattolica, non è un problema questo? “Non importa. In questo momento, dopo l’uccisione di tutte quelle persone, è diventato un sibmolo per la libertà occidentale. A me interessa che continuiamo a essere orgogliosi della nostra appartenenza. Hanno ucciso, hanno ammazzato e in un sistema democratico non si arriva a uccidere”. I tempi per la trattativa? “Nelle prossime 48 ore si saprà. Il prossimo numero di Charlie Hebdo esce mercoledì e che sia Visibilia Editore o un altro l’obiettivo è che ci sia anche nelle edicole italiane”.
