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Politica


"La politica della responsabilità e del silenzio non ha portato quegli effetti di pacificazione di cui ha bisogno l'Italia. La guerra che dura di vent'anni di forte contrapposizione ha fatto da tappo a tutto ciò che serve agli italiani, in primis la riforma della giustizia. Bisogna cambiare perché il nostro popolo ci chiede più coraggio". Lo afferma ad Affaritaliani.it Daniela Santanchè, parlamentare del Popolo della Libertà vicinissima a Silvio Berlusconi. "Noi siamo un grande partito e abbiamo bisogno dei toni e delle dichiarazioni di tutti. Il partito è coeso, è una famiglia che è tutta attorno a Berlusconi. Le divisioni esistono e sono da un'altra parte".

Letta rischia dopo la condanna della Cassazione? "Il problema è oltre il governo, c'è stato un golpe e una mutilazione della nostra democrazia. Come io ho sempre pensato non mi fido dei comunisti e della sinistra: hanno bisogno di noi perché hanno perso le elezioni ma sarebbero contenti di fare a meno di noi. Noi siamo tutti pregiudicati, siamo tutti filo-Berlusconi. E la sinistra se ne faccia una ragione. Per una come me che ritiene che questo governo sa solo rinviare e non risolvere i problemi prima se ne va a casa e meglio è". In che senso c'è stato un golpe? "Si tratta di un disegno criminoso iniziato nel '92 perché uno sconosciuto di nome Berlusconi è sceso in campo e ha impedito ai comunisti e alla gioiosa macchina da guerra della sinistra di governare. Hanno iniziato loro quest'offensiva e questa guerra. Se mi chiede chi c'è dietro il golpe rispondo che gli italiani lo sanno bene".

Ultima cosa. Che cosa pensa della richiesta di grazia a Napolitano per Berlusconi? "Non voglio nemmeno sentir parlare di grazia. E' poco dignitoso. I figli migliori dell'Italia, come il nostro leader, dovrebbero essere premiati. Grazia è una parola che non riesco nemmeno a pronunciare accanto al nome Berlusconi".

BONDI EVOCA LA GUERRA CIVILE

Dopo l'ultimatum di Berlusconi, che venerdì aveva avanzato la richiesta di grazia al Colle e nuove elezioni se non ci sarà una riforma della giustizia, Sandro Bondi, coordinatore del Pdl, con una nota, esaspera i toni della rivolta all'interno del suo partito: "O la politica è capace di trovare delle soluzioni capaci di ripristinare un normale equilibrio fra i poteri dello Stato e nello stesso tempo rendere possibile l'agibilità politica del leader del maggior partito italiano - scrive il senatore - oppure l'Italia rischia davvero una forma di guerra civile dagli esiti imprevedibili per tutti".

QUIRINALE: DA BONDI DICHIARAZIONI IRRESPONSABILI

Interpellati sulle dichiarazioni odierne di Sandro Bondi che ha anche evocato il rischio di una "guerra civile" dopo la sentenza della Cassazione su Silvio Berlusconi, ambienti del Quirinale le definiscono "dichiarazioni irresponsabili".

BONDI: NEPPURE IL QUIRINALE MI CHIUDERA' LA BOCCA

"Non mi faro' chiudere la bocca da nessuno, neppure da un comunicato del Quirinale". E' la secca replica del coordinatore del Pdl, Sandro Bondi, al Colle che ha stigmatizzato come irresponsabili le parole dell'esponente pidiellino in merito a una possibile guerra civile. Bondi aggiunge: "E non accetto di essere indicato come un irresponsabile. I veri irresponsabili sono quelli che hanno fatto precipitare la situazione fino a questo punto", afferma. "So di essere una persona responsabile e ho sempre ricercato e ricerco nel mio impegno politico il confronto, la collaborazione, la conciliazione e il bene del nostro Paese - sottolinea Bondi - Questa mia indole tuttavia non mi impedisce di esprimere liberamente le mie opinioni personali sulla storia d Italia e sul rischio che, dopo la sentenza della Cassazione, in assenza di una soluzione politica che restituisca la liberta' personale e l'agibilita' politica al leader del piu' importante movimento politico italiano, tutto possa precipitare verso una nuova forma di strisciante guerra civile, che come tutti coloro che non sono ipocriti sanno e' un tratto caratterizzante della storia d Italia, dal dopoguerra in poi", conclude Bondi.

@AlbertoMaggi74
 

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