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Schlein lancia la sfida a Meloni e chiude la festa dell’Unità: “Prima si vota e meglio è, noi siamo pronti”

La segretaria Pd dice che il centrosinistra unito può vincere, attacca la riforma elettorale e propone una tassa sulle energetiche

Schlein lancia la sfida a Meloni e chiude la festa dell’Unità: “Prima si vota e meglio è, noi siamo pronti”

Elly Schlein chiude la Festa dell’Unità sfidando Meloni sul voto e sulla legge elettorale. Il Pd si dice pronto alle urne, punta ad allargare il centrosinistra e propone di tassare le grandi società energetiche contro il caro carburanti.

Legge elettorale, governo e caro carburanti: Schlein chiude la Festa dell’Unità e sfida Meloni

Elly Schlein porta il Pd verso la sfida elettorale e accusa Giorgia Meloni di voler cambiare le regole del voto per timore di perdere. Nel comizio di chiusura della Festa nazionale dell’Unità a Reggio Emilia, la segretaria dem mette insieme alleanza progressista, giudizio sul governo e prime proposte economiche: “Penso sia vergognoso che l’unica priorità di Giorgia Meloni sia cambiare la legge elettorale perché hanno paura di perdere. Siamo noi la novità, hanno paura che finalmente uniti vinceremo le prossime elezioni. Faremo muro con le altre opposizioni contro questo antipasto di premierato, con il premio di maggioranza abnorme, norme inaccettabili che vogliono limitare l’accesso alle elezioni”.

Schlein lega direttamente questa battaglia alla costruzione del centrosinistra. L’obiettivo dichiarato è presentarsi alle prossime politiche con una coalizione più ampia dell’attuale perimetro: “L’alleanza progressista si può e si deve ancora allargare, ma non restringere”.

“Prima è meglio è”: il Pd si prepara al voto

La segretaria dem assicura che il partito non teme un’accelerazione verso le urne e rimette a Meloni la scelta dei tempi: “Noi siamo e ci faremo trovare pronti in qualsiasi momento ci porterà al voto. E’ Meloni che deve dirci quando ci porterà al voto, e visto che il governo è stato inutilmente lungo, prima è meglio è per il paese”. Il giudizio sull’esecutivo parte proprio dal record di durata rivendicato dal centrodestra. Schlein lo contrappone ai risultati ottenuti e alla situazione industriale di Taranto: “Non voglio ignorare il record di durata che hanno appena celebrato. Lo hanno fatto con una fanfara spropositata, lo hanno fatto a Bari mentre a Taranto partivano 2.500 licenziamenti di operai dell’ex Ilva e dell’indotto a cui diamo la nostra solidarietà”.

La segretaria Pd prosegue definendo il record di durata un risultato privo, a suo giudizio, di ricadute positive per il Paese: “L’autocelebrazione di chi non avendo risultati da rivendicare si attacca alle date. Un governo inutilmente lungo che ha sprecato un’occasione storica: in quel parlamento avevano i numeri per fare tutto e sono riusciti a non fare nulla che migliorasse in concreto la vita degli italiani. Questo è anche un record che squarcia la loro propaganda: basta col vittimismo, basta con i capri espiatori. Siete lì da quattro anni, vantate la solidità e la longevità. Allora se avete fallito la colpa è vostra, non può essere sempre di qualcun altro”.

Sanità, lavoro e industria nell’agenda del Pd

Schlein dedica una parte del comizio anche alle priorità programmatiche indicate dal partito durante la Festa dell’Unità. “Proprio qui a Reggio Emilia ci siamo dati un’agenda che sta sulle punte delle dita di una mano, cinque priorità fondamentali: la difesa della sanità pubblica, la difesa dell’Istruzione pubblica, il lavoro dignitoso, la politica industriale, il clima, i diritti alla democrazia, la pace. Su ognuna di queste priorità abbiamo fatto iniziative in Parlamento e le abbiamo fatte nei territori”.

Sul terreno economico la segretaria Pd si sofferma sul caro carburanti, con benzina e gasolio stabilmente sopra i due euro. La proposta è utilizzare un contributo straordinario delle grandi società energetiche per finanziare gli interventi. “Ogni giorno abbiamo a che fare con un caro carburanti che ha portato il gasolio e la benzina sopra i due euro stabilmente. E allora siccome sono alla ricerca di risorse vogliamo dargli un’idea: trovate il coraggio di tassare le grandi società energetiche, perché è giusto chiedere un contributo straordinario a chi si è arricchito anche in mezzo a questa crisi. Salvini mi ha dato ragione, Tajani ha detto che è una parolaccia, Meloni tace per paura di sbagliare. Ma non ci sono scuse per questo a destra che come al solito è forte con i deboli e debole con i forti”.

Il comizio di Reggio Emilia consegna quindi una linea politica già orientata verso le prossime elezioni: coalizione più larga, opposizione alla modifica della legge elettorale, attacco ai risultati del governo e una piattaforma centrata su servizi pubblici, lavoro e industria.

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