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Politica
Insegnanti, Saccomanni contro Carrozza: "Io mero esecutore"

Gli scatti d'anzianita' che gli insegnati avrebbero dovuto restituire allo Stato resteranno nelle loro tasche. Il dietro front del governo e lo stop sulla restituzione dei 150 euro al mese, che ieri aveva scatenato caos e polemiche, oltre all'invito da parte del ministro dell'Istruzione Maria Chiara Carrozza al titolare dell'Economia Saccomanni di fare retromarcia, e' arrivato poco dopo le 10 da una nota di Palazzo Chigi dopo una riunione con i due ministri: "Gli insegnanti non dovranno restituire i 150 euro percepiti nel 2013 derivanti dalla questione del blocco degli scatti". Immediata la reazione del ministro Carrozza, che ha esultato su twitter: "Sono soddisfatta per gli insegnanti".

E ha commentato: "E' un tema politico che riguarda gli insegnanti e il loro futuro, ma anche tutti gli impicci burocratico-amministrativi per cui si arriva a un paradosso, insomma a un pasticcio. E questo a volte avviene anche senza che i ministri o il Governo ne sappiano niente". Da parte sua Saccomanni ha parlato di "problema di comunicazione" e ha tenuto a precisare: "Il ministero dell'Economia esegue istruzioni che non ci sono pervenute. E' un mero esecutore".

Immediato il commento di Matteo Renzi sul dietrofront dell'esecutivo: ("Bene governo: su insegnanti #cambiaverso. Adesso lavoro"); il segretario del Pd di buon mattino sempre con un 'cinguettio' aveva ammonito: "Il taglio agli insegnanti e' assurdo. Il governo rimedi a questa figuraccia, subito. Il Pd su questo non mollera' di un centimetro". E sempre stamani il vicepremier e leader di Ncd Angelino Alfano incalzava: "E' un modo del governo di farsi male da solo. Io e Ncd faremo di tutto per entrare dentro questa vicenda e faremo di tutto per evitare che si verifichi", mentre Nichi Vendola (Sel) lamentava il "sordante silenzio di Letta". Pericolo scampato, dunque, e commenti positivi allo stop da parte, tra gli altri, del ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Maurizio Lupi (Ncd), del presidente dell'Assemblea nazionale del Pd Gianni Cuperlo e di molti altri dirigenti del Partito democratico. Per evitare che il problema si riproponga in futuro, l'ex ministro dell'Istruzione e deputato del Pd Beppe Fioroni ha sollecitato il governo a varare una norma che escluda i docenti dal blocco degli scatti dello stipendio "che equipari gli insegnanti ai magistrati, le forze dell'ordine, i militari".

Una busta paga 'alleggerita' di 150 euro al mese fino alla restituzione dei soldi percepiti in piu' nel 2013. Questa la stangata cui sarebbero andati incontro gli insegnanti con il decreto entrato in vigore a novembre, che prevedeva per tutto il 2013, e quindi retroattivamente, il blocco degli scatti d'anzianita'. Circa 80.000 i prof chiamati a restituire quanto percepito e non dovuto: 150 euro lordi al mese 'prelevati' gia' dalla prossima busta paga fino alla restituzione totale del debito. Ora possono tirare un sospiro di sollievo.

DAVIDE FARAONE, RESPONSABILE SCUOLA DEL PD, AD AFFARI

Alla fine il ministro Saccomanni ha dovuto chinare la testa e accettare i diktat arrivati dall'alto: niente restituzione dei soldi per i professori. A prendere le parti degli insegnanti, oltre al ministro Carrozza, è stato il segretario Renzi: "Il taglio agli insegnanti è assurdo. Il governo rimedi a questa figuraccia, subito. Il Pd su questo non mollerà di un centimetro". (Tommaso Cinquemani)

Pantaleo (Cgil) ad Affari: "Bene il dietrofront, ma il governo fa il gioco delle tre carte"

"Il dietrofront di Letta è un primo risultato. Ma non basta: ora bisogna ripristinare gli scatti 2012-2013 con risorse aggiuntive, senza tagliare il fondo per il miglioramento dell'offerta formativa". Domenico Pantaleo, Segretario generale della FLC-CGIL, non si accontenta dello stop del governo alla restituzione dei soldi in più già percepiti dagli insegnanti decisa dal ministero dell'Economia.

E in un'intervista ad Affaritaliani.it rilancia: "E' una soluzione importante quella trovata perché ora c'è maggiore tranquillità, ma è tempo di trovare una soluzione strutturale e non si può fare il gioco delle tre carte togliendo risorse alla scuola stessa per pagare gli scatti. E' una partita di giro che penalizza la scuola e chi ci lavora".

"A tutto questo - continua il segretario della Cgil Scuola - bisogna aggiungerci anche il blocco dei contratti che sono bloccati dal 2006. Insomma, servono risorse aggiuntive per gli scatti 2012-2013 e per il rinnovo dei contratti".

Dimissioni di Saccomanni dopo l'ennesimo pasticciaccio? "Il governo ha dimostrato ancora una volta che non fa i conti con i problemi reali del Paese, ed è distante da quelli della scuola - conclude Pantaleo -. E' un governo dalla doppia morale: da un lato dice che la scuola deve tornare ad essere centrale, mentre in realtà prevale la logica ragionieristica di Saccomanni che vuole continuare a tagliare".

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