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Sergio Pirozzi candidato alla Presidenza della Regione Lazio

Sergio Pirozzi governatore del Lazio?

Sergio Pirozzi candidato alla Presidenza della Regione Lazio
pirozzi amatrice 01
Sergio Pirozzi, sindaco di Amatrice, “studia” per gare il governatore del Lazio.

Come avevo previsto qualche giorno fa

http://www.affaritaliani.it/politica/sergio-pirozzi-for-president-dalla-contea-di-amatrice-al-parlamento-467767.html e come confermato oggi da Il Secolo d’Italia “il Pirozzi” –sindaco di Amatrice– sarebbe candidato a governatore della Regione Lazio:

http://www.secoloditalia.it/2017/03/centrodestra-pirozzi-candidato-alla-regione-lazio-lui-smentisce-penso-ad-amatrice/.

Naturalmente nell’ambiente della destra laziale ma anche nazionale è tutto un fiorire di gagliarde smentite a partire sempre naturaliter– dallo stesso interessato, “lo Spalletti di Amatrice” (così chiamato per la sua vocazione calcistica), ma sta di fatto che alle intuizioni frutto del ragionamento logico si sommano ora le “voci” che riflettono sempre qualcosa di concreto.

Pirozzi dunque, sindaco di Amatrice, potrebbe essere il prossimo sfidante di Zingaretti per la Regione.

C’è da dire che “il Pirozzista studiando da agosto per fare il governatore del Lazio e il popolo italiano -come noto dalla storia passata e recente- è particolarmente incline a figure di trascinatori che si spalmano come un tubetto di dentifricio per aiutare le comunità disastrate.

Danno sicurezza, danno appartenenza, fanno comunità e questo è un bene.

Il male -come al solito- è negli eccessi.

Se all’evangelico detto che “Quando invece tu fai l’elemosina, non sappia la tua sinistra ciò che fa la tua destra, perché la tua elemosina resti segreta” (Matteo 6 1 – 4) si sostituisce un “prezzemolismo mediatico” insistito ed insistente l’iniziale simpatia si può mutare in antipatia e fastidio.

Stia dunque attento “il Pirozzi” a queste continue sovrapposizioni mediatiche alla ricerca di visibilità e limiti le boutade come la creazione della “Contea Amatrice”, frutto di una indigestione da troppi romanzi fantasy di Tolkien.

Il dramma che ha vissuto la sua terra merita tutta l’attenzione possibile da parte di uno Stato spesso assente a livello locale e centrale. Ma guai se si strumentalizzare la tragica vicenda per fini politici: ne uscirebbe sconfitta, nuovamente, la politica ma soprattutto i cittadini.