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Politica
Jobs act, il Cdm approva i decreti. Renzi-Ncd è scontro. L'ira della Camusso

"L'Italia entra in una fase di straordinaria disponibilità all'apertura". Così Matteo Renzi sintetizza il risultato raggiunto con un Cdm che, dopo tre ore di lavori e di tensioni, ha approvato i primi decreti attuativi del Jobs Act. In particolare, quello che disciplina il contratto a tutele crescenti, la modifica dell'articolo 18 e i nuovi indennizzi in caso di licenziamento illegittimo che "varrà anche per partiti e sindacati", sottolinea il premier, e "il licenziamento collettivo avrà lo stesso regime del licenziamento individuale".

E' arrivato anche il via libera, "salvo intese", al decreto che introduce la nuova Aspi, l'ammortizzatore sociale nato dalla riforma Fornero che dovrebbe essere esteso nella durata e nella platea. Renzi ha evidenziato "l'estensione a 24 mesi delle tutele per chi perde il lavoro".
"Non sei più un numero, ma una persona" sottolinea il premier, "lo Stato non si dimentica di te e ti aiuta fornendoti nuovi strumenti con i corsi di formazione. E' chiaro che chi non li fa esce dal programma".
Inoltre, ha insistito Renzi, non è previsto il licenziamento per "scarso rendimento. Mettiamoci in testa che sarebbe stata una polemica solo di applicazione giurisprudenziale. Il datore di lavoro può comunque intervenire per licenziamento economico". Quanto all'indennizzo per il lavoratore licenziato, Renzi ha precisato che sarà di "due mensilità per ogni anno di servizio, non inferiore a quattro mensilità e non superiore a 24".


Di Alberto Maggi (@AlbertoMaggi74)


Il 2014 sta per chiudersi ed è tempo di bilanci. Il critico d'arte Vittorio Sgarbi dà su Affaritaliani.it le pagelle ai politici e non solo.

Giorgio Napolitano: voto 6. "Poteva anche avere un 7, se fosse stato Cossiga sarebbe stato meglio ma il presidente della Repubblica ha resistito a quei quattro fanatici della Procura di Palermo e li ha presi in giro. Avevo detto che non aveva nulla dire ma lo hanno voluto interrogare lo stesso. La magistratura palermitana è la peggiore. Fanno le vittime, è assurdo. Infatti non si è più parlato della trattativa Stato-Mafia".

Matteo Renzi: voto 5. "Ha fatto qualcosa di utile il nostro premier? No. Molte parole ma pochi fatti".

Silvio Berlusconi: voto 0. "E' sparito, semplicemente sparito. Ha detto che a febbraio torna in campo, ma cosa torna a fare? Che cosa ha da fare e da dire?".

Beppe Grillo: voto 0. "Politicamente è morto. Molto presto perderà anche quel 19-20% che gli è rimasto nei sondaggi. Anche se qualcosa del M5S continuerà ad esistere dopo Grillo".

Matteo Salvini: voto 7. "La Lega è risorta grazie a lui e grazie alla sua intelligenza e alla sua concretezza. In Italia non ci sarà più il bipolarismo, ma due sinistre e due destre (una azzerata) e in questo quadro Salvini potrà giocare un ruolo importante. Giusta la scelta di passare la movimento regionale a forza politica nazionale".

Angelino Alfano: voto sottozero. "E' repellente e ripugnante. Non ha alcuna idea e da ministro dell'Interno ha gestito malissimo il tema dell'immmigrazione".

Nichi Vendola: voto 0. "Che cosa ha fatto? L'unica cosa che si ricorda è quella di aver fatto eleggere la Boldrini presidente della Camera...appunto, lasciamo perdere".

Giorgia Meloni: voto non pervenuta.

Maurizio Landini: voto 6.

Susanna Camusso: voto 5.

Giorgio Squinzi: voto 7. "Mi piace, il leader di Confindustria è una persona simpatica".

E infine la notizia più importante del 2014, secondo Sgarbi è: "L'estensione dell'Expo ai capolavori dell'arte italiana. Grazie a me a Roberto Maroni l'Expo sarà rappresentata anche attraverso l'arte italiana. Una cosa molto positiva".
 

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