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Politica
D'alema (2)

Per trovare la quadra si e' partiti dalle tre caselle piu' importanti: Esteri, Giustizia ed Economia. Nella prima casella e' quasi certo che non ci sara' Massimo D'Alema, ma e si fa invece il nome di Giampiero Massolo. Resta fuori anche Mario Monti: da Scelta civica fanno sapere che lo stesso premier ha valutato fosse meglio non entrare nell'esecutivo, mentre dal Pdl si vocifera di un secco veto del Cavaliere sul suo nome. A via Arenula e' in rialzo il nome di Luciano Violante, mentre continua a circolare quello di Michele Vietti, che pero' non sarebbe troppo gradito al Pdl, e anche di Andrea Orlando. Dario Franceschini, per cui si era pensato alla Giustizia, ha fatto sapere che preferirebbe non entrare al governo per rimanere al partito in un momento di crisi e alla vigilia del congresso.

C'e' poi il nodo Economia. Inizialmente si era pensato a Maurizio Saccomanni, ma Berlusconi ha fatto sapere di non gradire un tecnico. La sua idea, tra l'altro era quella di spacchettare il dicastero per accontentare le richieste di alcuni dei suoi esponenti di spicco, a partire da Renato Brunetta. Il capogruppo, infatti, si apprende da fonti parlamentari Pdl, chiederebbe per se' un ruolo economico, mentre anche Fabrizio Cicchitto e Renato Schifani hanno cercato di far valere le loro ragioni presso il Cavaliere. Ma il Pd insiste su Saccomanni, e come ipotesi alternativa si sta lavorando per convincere Piercarlo Padoan, che pero' ricopre il ruolo di vicesegretario generale dell'Ocse, o Salvatore Rossi, vicedirettore generale di Bankitalia (il cui governatore Ignazio Visco e' stato ricevuto stamane da Giorgio Napolitano) uno dei 'saggi' nominato dal Capo dello Stato nelle due commissioni al Quirinale. Il Pdl continua pero' a reclamare per se' il dicastero e avanza anche la proposta di mediazione di uno spacchettamento.


E' ancora in ballo, poi, il ruolo dei vicepremier. Letta non sarebbe entusiasta all'idea di avere due 'scudieri', ma si profila un incarico di tale peso sia per Angelino Alfano, che potrebbe ricoprire anche l'incarico all'Interno, che per Mario Mauro. Quest'ultimo poi potrebbe anche diventare ministro dell'Istruzione. Data per certa Annamaria Cancellieri, forse alla Difesa, e ovviamente Mauro, per Scelta civica resterebbe in ballo il nome di Benedetto della Vedova per la Funzione pubblica e di Gianpiero D'Alia all'Agricoltura, cosi' come quello di Enzo Moavero Milanesi alle politiche Ue.

Nel Pdl resta alto lo scontro tra falchi e colombe, ma l'uscita di D'Alema e Monti aiuta Letta nella sua richiesta di non avere ex ministri di peso di governo precedenti. Per il Pdl, intanto, restano in ballo alcuni nomi: Maurizio Lupi (Sanita'), Annamaria Bernini, Beatrice Lorenzin, Mara Carfagna, Gaetano Quagliariello.

Per il Pd si sta cercando un mix di competenze e novita', ma anche un equilibrio di genere, e continuano a farsi i nomi, oltre a Violante, di Graziano Delrio, di Maria Chiara Carrozza, Andrea Orlando. Fuori, almeno al momento, Stefano Fassina che pero' ha forti sponsor nel partito e tra le forze sociali.

Un altro nodo e' quello del ministero dello Sviluppo che al momento ingloba anche le telecomunicazioni. Un'ipotesi, caldeggiata dal Pdl, sarebbe di scorporare i due dicasteri e per il secondo si fa il nome di Deborah Bergamini. Infine il capitolo Convenzione per le Riforme, per la cui presidenza dal Pdl avanzano un nome secco: Silvio Berlusconi. Il quale in giornata ha sentito piu' volte Letta per incoraggiarlo e avallare la linea di un ricambio generazionale, ma anche per chiedere che il Pdl sia rappresentato con ministeri di peso.
 

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